Il Premio ASIMOV – Intervista al Professor Francesco Vissani

Home / Blog / Edu / Il Premio ASIMOV – Intervista al Professor Francesco Vissani19 Maggio 2021Il Premio ASIMOV – Intervista al Professor Francesco Vissani

Il prossimo 29 maggio verrà annunciato il libro vincitore della sesta edizione del Premio ASIMOV. Si tratta di un riconoscimento riservato alle opere di divulgazione e di saggistica scientifica particolarmente meritevoli. Il Premio vede come protagonisti sia gli autori delle opere in lizza sia migliaia di studenti italiani, che decretano il vincitore con i loro voti e con le loro recensioni, a loro volta valutate e premiate.

Di che cosa si tratta e perché è importante parlarne?

Abbiamo avuto il privilegio di conversare con l’ideatore e coordinatore nazionale del Premio, il professore del Gran Sasso Science Institute Francesco Vissani.

La divulgazione scientifica e la scuola

Innanzitutto, analizziamo il contesto nel quale si inserisce il Premio: il mondo della divulgazione scientifica a contatto con la scuola italiana. Stando al Manifesto del Premio, i libri di divulgazione sono “il modo in cui un futuro ricercatore si avvicina alla scienza”. Talvolta, però, il prestigio di questo tipo di libro si è “appannato” a favore di mezzi di comunicazione più veloci.

Questi mezzi non sortiscono gli stessi effetti del libro e, sovente, mettono “lo spettatore in posizione passiva”. L’utente non riesce a interiorizzare né tanto meno a meditare i contenuti proposti. Perciò, il contenuto scientifico rischia di diventare intrattenimento fine a sé stesso. Tale rischio può allontanare in maniera pericolosa le nuove generazioni dall’universo scientifico.

Da qui, nasce l’idea del fisico Francesco Vissani: avvicinare le giovani generazioni alla cultura scientifica, attraverso la “valutazione e la lettura critica delle opere in gara”. Gli studenti che partecipano all’ASIMOV svolgono una funzione attiva, improntata sulla lettura di contenuti recenti e di natura scientifica. In pratica, partecipano a un gioco, nella sua accezione più seria, in cui da un lato sono giurati che recensiscono libri e premiano il migliore, e dall’altro sono concorrenti, a loro volta premiati per le proprie recensioni da una commissione scientifica.

Il Premio ASIMOV vuole “indicare una direzione ai ragazzi”. I partecipanti possono infatti avvicinarsi a nuovi campi del sapere, arricchendosi di argomenti attuali e orientandosi a una conoscenza quanto più completa.

Grazie alla lettura di testi di divulgazione scientifica, le studentesse e gli studenti possono capire che “il testo scolastico, su cui hanno studiato, ha affrontato certi argomenti riducendoli ai minimi termini, senza averli potuti del tutto attualizzare, o approfondire”. “Ma questi” – afferma Vissani – “sono argomenti che spesso non aspettano altro che una mente vivace e fresca vi si dedichi con passione e curiosità”. Il Premio non si prefigge solo l’obiettivo di arricchire le conoscenze degli studenti, ma anche di mostrar loro quanto un libro di questa natura possa aprire la mente e mostrare la continua evoluzione del mondo scientifico.

Il superamento della divisione tra cultura umanistica e cultura scientifica

L’ASIMOV si apre a una platea quanto più ampia di studenti e di scuole italiane. Sono soprattutto i licei ad essere rappresentati, con l’augurio che, negli anni a venire, anche altri istituti possano entrare nella rete nazionale.

Questo Premio può offrire agli studenti italiani un diverso punto di accesso alla scienza. Troppo spesso, infatti, la nostra scuola vive ancora la forte divisione tra cultura umanistica e cultura scientifica. Tale dicotomia, nata in epoca fascista e ancora radicata nella tradizione scolastica, non offre una panoramica completa ai ragazzi che scelgono differenti percorsi scolastici. In alcuni casi, la scelta di un indirizzo, che avviene a 14 anni, può informalmente precludere percorsi successivi.

Come afferma Charles Percy Snow nel suo libro “Le due culture”, dividere la cultura classica da quella scientifica è un pericolo per l’avanzamento stesso della cultura. Vissani riprende questo concetto e si augura che le diverse culture si nutrano l’una dell’altra, proprio come avveniva nell’Antica Grecia, quando autori letterari come Esiodo parlavano di scienza e origine del mondo.

Come affermava Isaac Asimov, bisogna recuperare lo spirito gioioso di partecipazione alla scienza. Per farlo, occorre perseguire quella aretè (la virtù greca), che corrisponde al desiderio costante di migliorarsi e di essere eccezionali.

Secondo Vissani, il nostro Paese ha molte forze da mettere in gioco, ma dovrebbe ricordarsi di farlo, partendo proprio dai ragazzi. Esortarli alla lettura, come fa il premio, è “un sicuro investimento”, che può incoraggiarli a “costruirsi la loro strada seguendo le loro propensioni, imparando a relazionarsi con gli altri e con il mondo di cui siamo parte”.

Perché il Premio ASIMOV

La scelta di dedicare il Premio ad Isaac Asimov è spiegata dal professor Vissani da più punti di vista. Innanzitutto, Asimov è stato uno straordinario divulgatore scientifico. Ha pubblicato circa 500 volumi riguardanti “pressoché tutti i rami dello scibile umano”. Ciò attesta il suo amore per la cultura in toto e lo rende un perfetto esempio di superamento della divisione tra cultura umanistica e scientifica.

Come afferma Vissani, “Asimov era quello che diceva. Sosteneva che la vera democrazia non fosse l’intervento disinvolto e senza misura, ma piuttosto una partecipazione cosciente”. Questo pensiero è coerente con lo spirito della scienza, su cui si basa il Premio stesso. Il punto d’arrivo dev’essere l’avvicinamento di conoscenze e competenze, troppo spesso tenute separate dal sistema scolastico.

Infine, Asimov era molto orgoglioso di essere un autodidatta per molti argomenti di cui ha scritto: anche in questo, può tracciare un solco da seguire per le nuove generazioni. Come affermato da Vissani, Isaac Asimov rappresentava “il rispetto della cultura a 360 gradi”: in lui ardeva quel fuoco della conoscenza e quel desiderio di divulgare dimostrati dalla straripante produzione letteraria.

Contro la svalutazione della scienza

Il Premio Asimov ha dunque tra i suoi scopi l’arricchimento del percorso scolastico delle studentesse e degli studenti italiani. Per farlo, cerca di interporsi contro chi svaluta la scienza e la riduce a una semplice serie di pratiche. Secondo Vissani, chi svilisce la scienza a puri fatti tecnici “fa del male alla cultura e alla società”, poiché allontana la scienza dal mondo reale. Chi, infatti, non vede nella ricerca scientifica una crescita per la persona e per il cittadino, non desidera il progresso. E qui non si parla di progresso tecnologico, o quanto meno non solo di questo, ma anche di progresso sociale.

Un altro problema per il mondo scientifico è il mescolamento di scienza e di logiche di potere. Nelle grandi società in cui viviamo, le istituzioni scientifiche sono utili al funzionamento di alcuni meccanismi, ma il loro ruolo formale non deve prevaricare sulle ragioni sociali. Secondo l’ideatore del Premio, “non bisogna confondere la necessità pratica e amministrativa con la necessità di ottenere scienza e conoscenza”.

L’obiettivo non deve essere il raggiungimento del prestigio di un’istituzione, o il dare un nome e un cognome a una scoperta scientifica, ma “arrivare ad avere un vaccino, a scoprire un nuovo teorema”. Se, infatti, crediamo nel valore della conoscenza, non dobbiamo occuparci della sacralizzazione delle strutture sociali, ma lavorare per progredire.

Secondo Vissani, l’unica via da percorrere per raggiungere gli scopi di un’istituzione è “riportare al centro le persone”. Nel caso del Premio Asimov, al centro vi sono migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da quasi tutte le regioni italiane.

Verso una divulgazione etica

Il Premio intende divulgare le conoscenze scientifiche in maniera totalmente etica. Sono circa ottocento gli esperti che formano la commissione scientifica del Premio. Questi “amici della cultura” non sono in alcun modo condizionati da case editrici o da logiche di mercato. Sono professionisti provenienti dal mondo accademico, scolastico, giornalistico, ma anche medico e forense. Sono appassionati di lettura e di divulgazione scientifica.

All’interno di un panel più ampio, selezionano i cinque migliori libri di divulgazione degli ultimi due anni. Dopodiché giudicano le recensioni più meritevoli, scritte dai ragazzi, che giungono alla commissione in forma anonima.

L’idea del Premio nasce proprio da uno scopo etico: aiutare gli studenti. Come viene affermato nel Manifesto del Premio, “iniziative che possano accorciare le distanze tra i mondi della ricerca scientifica e quelli della scuola superiore, con l’intenzione di restituire la dovuta considerazione sociale alla letteratura di divulgazione scientifica nel nostro Paese, sono a nostro parere preziose”.

Il Professor Vissani è molto chiaro nel rifuggire qualsiasi forma di divulgazione scientifica commerciale. Secondo lui, bisogna “dare una forma all’etica in funzione di quello che serve” (e non in funzione di ciò che vende). Solo così, possiamo dare un seguito pratico a una facile retorica su questi temi.

L’autoeducazione dei ragazzi

A inizio articolo ci siamo posti un quesito: perché è importante parlare del Premio ASIMOV?

Prima di tutto, il Premio offre alcuni spunti di riflessione. Può far appassionare i ragazzi alla lettura e alla divulgazione scientifica, aiutarli nell’orientamento futuro e istruirli sul funzionamento del mondo. Può anche permettere loro di giocare con le parole, misurandosi con la scrittura di recensioni e la lettura di testi impegnativi.

Poi, il Premio ASIMOV, dando un ruolo attivo allo studente, può supportare la didattica delle scuole superiori. Può accendere quello spirito autodidattico che apparteneva a Isaac Asimov e portare i ragazzi all’autoeducazione. Questo spirito autoeducativo corrisponde alla consapevolezza dei propri mezzi e alla ricerca costante di nuovi stimoli e passioni.

Pertanto, dovremmo essere tutti un po’ come Asimov: onnivori della cultura e scevri da divisioni artificiose, come quella tra conoscenza e competenza. Come afferma Vissani, “è evidente che la conoscenza – intesa come tradizione e studio sui libri – è essenziale, ma è altrettanto evidente che prima o poi dobbiamo provare a fare un passo in avanti. Dobbiamo essere noi stessi a metterci in gioco in un modo o nell’altro, con un’iniziativa di cui siamo capaci, magari scrivendo una recensione su un libro (come nel Premio). Dobbiamo provare a misurarci con la realtà esterna: solo così, quella parola che c’hanno insegnato o imposto può diventare uno strumento attivo”.

Infine, il Premio offre uno sguardo speranzoso e positivo verso la nostra scuola e le nuove generazioni. Il successo nazionale e internazionale (il Premio ASIMOV è stato istituito anche in Brasile) attesta un impegno sinergico di più figure nella formazione dei cittadini del futuro.

 

Per approfondire:

 

cover image credit: Smithsonian Design Museum, Cooper Hewitt (Accession: 1965-55-30)

Raimondo M. Cataldo



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