Didattica digitale integrata: le risorse per insegnanti e alunni

Home / Blog / Edu / Didattica digitale integrata: le risorse per insegnanti e alunni27 Gennaio 2021Didattica digitale integrata: le risorse per insegnanti e alunni

Come sappiamo bene, la pandemia ha obbligato gli studenti di ogni grado di istruzione, non solo in Italia, a limitare bruscamente la loro presenza in aula e ripiegare sulla didattica a distanza come modalità unica, o quasi, per poter proseguire con le lezioni. L’interruzione è stata improvvisa e inaspettata, e la continuità nella formazione è stata principalmente garantita dalle piattaforme online già esistenti, mentre solo con nell’estate del 2020 il MIUR ha pubblicato le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata, aggiornate poi ad Ottobre con ulteriori indicazioni operative, affinché gli istituti potessero proseguire le loro attività e allo stesso tempo a controllare il numero dei contagi, anche nel caso in cui si fosse rivelato necessario sospendere nuovamente l’attività didattica in presenza (come è effettivamente successo).

Didattica a distanza (DAD) e didattica digitale integrata (DDI) non sono però la stessa cosa e non vanno confuse: la prima viene svolta interamente su piattaforme digitali, mentre la seconda prevede un’introduzione di laboratori e progetti con focus sull’acquisizione di competenze digitali nelle lezioni svolte in presenza con l’integrazione di attività a distanza grazie all’uso di contenuti multimediali e aule virtuali, in modalità sincrona o asincrona. Proprio per questa modalità di apprendimento ibrido, si può parlare di blended learning, che indica un percorso educativo che unisce appunto ambienti di apprendimento diversi: lezioni frontali tradizionali in aula e lezioni o attività mediate da dispositivi digitali (computer o tablet, per esempio).

Per aiutare le scuole ad affrontare il periodo di lockdown iniziato a Marzo, con una certa reattività rispetto alle condizioni che si erano imposte, il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e AgID hanno dato il via al progetto Solidarietà Digitale, iniziativa che prevede la collaborazione tra pubblico e privato: aziende e associazioni che realizzano contenuti e strumenti adatti a supportare e-learning e smart working (webinar riconosciuti dal MIUR, piattaforme per videoconferenze, ambienti virtuali, giochi educativi e attività multimediali) hanno messo a disposizione il loro materiale, cercando di aiutare da una parte le scuole e le imprese, dall’altra i lavoratori e gli studenti in un periodo molto critico.

Questa proposta è proseguita oltre la fine del lockdown di della primavera scorsa e continua anche oggi, agevolando significativamente la realizzazione della DDI: l’avvio di questo approccio integrato, reso necessario dall’emergenza sanitaria in corso, va considerato come qualcosa da inserire stabilmente nella metodologia didattica, dopo una fase di analisi che ne metta in rilievo i possibili effetti positivi nell’apprendimento.

Gli insegnanti a confronto con una nuova didattica

L’introduzione della didattica digitale integrata non cambia l’importanza fondamentale dell’insegnante, che rimane la guida per affrontare il percorso di apprendimento e il coordinatore di ogni attività in presenza e da remoto. Cambiano però le competenze e le skills richieste per reinterpretare il proprio ruolo di docente: per questo motivo nel Piano Solidarietà sono presenti servizi digitali pensati appositamente per i docenti, per sostenerli e aiutarli durante questa transizione, ormai non più rimandabile.

Sono state messe a disposizione piattaforme funzionali alla creazione di un ambiente come WeSchool o Cisco Webex, che consentono di tenere lezioni da remoto attraverso delle classi digitali a cui si può accedere tramite computer, tablet o anche smartphone, condividere documenti e immagini, far interagire gli studenti e creare verifiche o test per valutarli. Ma sono state condivise anche piattaforme più concentrate sulla formazione dei docenti: Interlingua Formazione (Ente di Formazione Accreditato dalla Regione Veneto) ha messo a disposizione corsi di lingua e webinar dedicati a temi come la comunicazione empatica digitale, Scuola.net offre corsi di formazione riconosciuti dal Miur e percorsi innovativi su diverse tematiche (cittadinanza digitale, biodiversità, robotica, digital & media literacy).

La formazione per il docente deve riguardare non solo la conoscenza degli strumenti di cui servirsi per le lezioni online, ma deve includere un ripensamento della sua attività in senso più generale; la didattica integrata offre uno spettro più ampio di possibilità e non può essere ricondotta ad una trasposizione della lezione in presenza attraverso nuovi media. Interessante in questo ambito l’intervento di Francesco Leonetti (docente ed esperto di e-learning) in uno speciale di Rai Cultura,  dove propone anche di riconsiderare la valutazione degli alunni: se nella didattica in presenza gran parte di essa si basa sul risultato finale ad opera dell’alunno, nelle attività a distanza questa modalità è di difficile attuazione; controllare che durante un’interrogazione o una verifica lo studente non abbia appunti o libri da cui sbirciare si rivela un’impresa molto complicata via webcam.  Strumenti come Google documenti però, offrono la possibilità di vedere la cronologia di un elaborato e permettono quindi al docente di esaminare (e di conseguenza valutare) il processo che ha portato ad un determinato risultato. Riprogettare le strategie e la metodologia didattico-educativa è un passo fondamentale per sfruttare le potenzialità del multimediale.

Le piattaforme per gli studenti

Per gli alunni la didattica integrata è una possibilità di apprendimento diverso, più coinvolgente e interattivo, per esempio attraverso l’inserimento di laboratori all’interno del programma scolastico, come i corsi proposti da YATTA (in presenza e online) finalizzati alla realizzazione di un progetto in ambito STEM e digital skills, o di attività che prevedono la creazione di contenuti multimediali che gli alunni possono svolgere anche individualmente. M-Children ad esempio offre interessanti spunto per gli insegnanti della scuola primaria (ma anche per i genitori) tramite attività di laboratorio fruibili su youtube o con incontri in presenza nelle scuole.

I contenuti multimediali possono essere utili ai ragazzi anche per integrare quello che hanno appreso durante le lezioni: Math Camp propone lezioni di matematica per le scuole superiori, dove accanto alla spiegazione teorica è possibile trovare esercizi interattivi da svolgere per verificare immediatamente la corretta comprensione degli argomenti. In caso di risposta sbagliata, l’errore viene corretto con una breve spiegazione.

Treccani Scuola è una piattaforma pensata per gli studenti che offre lezioni multimediali di diverse materie e test per valutare le conoscenze apprese. Dalla collaborazione di Treccani con Rai Radio 3 è nato anche un interessante podcast (promosso dal Miur): Maturadio, costituito da 250 puntate dedicate ai maturandi con oggetto argomenti di Filosofia, Scienze, Storia, Letteratura, Greco, Latino, Inglese e Arte.

Durante il lockdown primaverile, la Rai ha collaborato con il Miur per aiutare gli studenti ad affrontare il periodo ricco di cambiamenti ripensando il proprio palinsesto: Rai Cultura, Rai Scuola, Rai Storia e Radio Kids hanno offerto una programmazione più ricca, incentrata sulla formazione e sui contenuti educativi per affiancarsi all’operato della scuola italiana. RayPlay ha poi messo a disposizione una serie di contenuti aggiuntivi fruibili da qualsiasi dispositivo in qualunque momento.

Il servizio pubblico ha cercato in questo modo di facilitare un periodo impegnativo per la vita quotidiana di giovani e adulti, rispondendo alla necessità di portare maggiore cultura nelle case (ed è un’immagine quanto mai reale) degli italiani; mossa che ricorda vagamente, sebbene tempi e tecnologie disponibili fossero molto diversi, l’iniziativa di alfabetizzazione guidata dal maestro Manzi nel programma Non è mai troppo tardi. Anche nella situazione attuale, la grande diffusione dei dispositivi ha permesso la democratizzazione di momenti educativi: la facilità di accesso ai contenuti Rai, che sono gratuiti e non richiedono di registrare un account per fruire della piattaforma RayPlay,  ha permesso a chiunque possiede una televisione o digital device di beneficiare dei programmi di formazioni o di intrattenimento.

La didattica digitale integrata e la disabilità

Un aspetto che va messo in dovuto rilievo è quello della disabilità. Dal momento della diffusione delle direttive per una didattica digitale integrata da parte del Ministero ai bambini con disabilità e bisogni educativi speciali è stata garantita la possibilità di svolgere attività in presenza con il docente di sostegno, per mantenere una relazione educativa efficace; questo perché la didattica a distanza può rivelarsi un’arma a doppio taglio per quegli studenti che necessitano di attenzioni particolari: il modo di fare lezione deve essere ripensato, per evitare che la mediazione degli strumenti diventi limite e crei distanza tra il docente e l’alunno. Inoltre la multimedialità della didattica digitale potrebbe essere fonte di distrazione, qualora non fosse gestita sapientemente dall’insegnante, a causa dei numerosi e continui stimoli (per esempio, la notifica di una mail ricevuta durante l’ora di lezione).

Viceversa, per mantenere alto il contenimento del numero dei contagi si sono diffusi canali e piattaforme che possono giovare anche gli studenti con disabilità: Hero Robot è una startup che offre consulenza ai genitori di bambini che soffrono di disturbi dello spettro autistico; una community digitale dove i genitori possono confrontarsi e partecipare attività condotte da terapeuti e animatori digitali.

Sono presenti anche programmi che possono aiutare gli alunni nello studio individuale, come LeggiXme, sintetizzatore vocale che permette di leggere un testo digitale attraverso la riproduzione artificiale della voce umana.

Anche in questi caso, come già precedentemente detto, la DDI non deve sostituire la didattica tradizionale, ma accompagnarla e migliorarla grazie all’uso consapevole della multimedialità e del suo potenziale; i cambiamenti repentini a cui la scuola è stata sottoposta possono rivelarsi un’evoluzione strutturale utile ad affrontare le sfide di una società digitale e migliorare la preparazione degli studenti grazie alle possibilità pedagogiche ed educative di questo approccio.

 

Per approfondire:

 



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