YATTA Library Tour- Le STEM nel tuo quartiere

Home / Blog / Edu / YATTA Library Tour- Le STEM nel tuo quartiere18 Novembre 2020YATTA Library Tour- Le STEM nel tuo quartiere

Un anno fa, il 23 Novembre 2019, abbiamo avviato nelle biblioteche di Milano lo YATTA Library Tour, un percorso che ci ha permesso di portare dei laboratori di robotica in quasi tutte le quindici strutture della rete territoriale, distribuite sul territorio cittadino. Un percorso bello e importante, in luoghi meravigliosi e diversissimi tra loro, le biblioteche, con il ruolo fondamentale di portare la cultura, principalmente quella veicolata dai libri, a tutti.

Le proposte che il sistema bibliotecario ha deciso di promuovere spaziavano dalle presentazioni, ai dibattiti, alle attività laboratoriali; tra queste sono rientrate anche quelle sulla robotica presentate da YATTA, argomento di estrema attualità che ci ha permesso di muoverci in attività che vanno dal pensiero computazionale alla costruzione di veri e propri automi, differenziando livelli di difficoltà per coinvolgere fasce d’età diverse, dagli 8 anni in su.

Le biblioteche sono poli culturali (anche per la robotica!)

Il tour, totalmente gratuito per i partecipanti, è stato reso possibile grazie al supporto di un bando pubblicato dallo stesso Sistema Bibliotecario di Milano, per offrire alla propria utenza un programma culturale nel senso più ampio di termine. La robotica potrebbe sembrare un argomento fuori posto in un luogo come la biblioteca, ma questo dipende da che ruolo si vuole dare alle biblioteche come luogo di aggregazione e di diffusione delle culture, anche le più diverse e -apparentemente- distanti.

Forse questa riflessione ci può portare a pensare le biblioteche come poli culturali di più ampio raggio, capaci di includere molti più servizi oltre al prestito libri, e di esempi di questo tipo ce ne sono diversi, come la Biblioteca Civica di Cinisello Balsamo (all’interno del centro culturale Il Pertini) o il Centro di Lettura di Rivergaro . Una biblioteca, nemmeno questa è una novità, può arrivare a contenere laboratori fissi, sul modello dei fablab, con personale costantemente presente ad accogliere classi e gruppi organizzati e sperimentare nella pratica quello che si studia sui libri o per far scattare nuove passioni tramite un’esperienza di laboratorio, in modo simile al progetto proposto dal FabLab Valle Sabbia in collaborazione con il sistema bibliotecario Nordest BS.

Non dovrebbe essere una visione strana quella che connette biblioteche e tecnologia, soprattutto oggi che i temi legati al potere e all’impatto delle tecnologie sono di grandissimo interesse, capaci di avvicinare pubblici eterogenei. E durante le tappe dello YATTA Library Tour i bibliotecari hanno supportato questo punto di vista predisponendo vicino ai tavoli dedicati alle attività una selezioni di libri dedicati alla robotica, dai saggi ai racconti per ragazzi, per rafforzare il significato fortemente culturale di quello che stavamo facendo.

Il Tour e l’impegno per le STEM

Lo YATTA Library Tour è stato un percorso articolato che si inserisce in un impegno già avviato da tempo da parte di YATTA nella promozione e divulgazione delle discipline STEM. Le proposte realizzate nelle varie sedi delle biblioteche sono state pensate per rivolgersi a diverse fasce d’età, per venire incontro alle differenti utenze e su indicazione dei bibliotecari, abbiamo alternato queste attività: per i più piccoli è stato pensato un approccio soft al mondo della robotica con BRAVO ROBOTTINO, per permettere loro di scoprire com’è fatto e come ragiona un robot/computer, dove la tecnologia è stata messa messa in secondo piano per lasciare spazio alla creatività dei bambini, avvicinandoli al pensiero computazionale tramite momenti di gioco. Con un altro laboratorio più improntato al funzionamento dei robot a livello prettamente meccanico, ROBOT AD ARIA,  abbiamo cercato di mostrare come sia possibile riprodurre le basi del funzionamento di un sistema di automazione complesso e creare prototipi e prodotti tramite tecnologie accessibili e liberamente configurabili, dimostrando ai ragazzi che è possibile creare partendo da risorse disponibili a tutti. Infine un’attività più complessa, un corso pensato su due livelli che fornisce alcune conoscenze a livello tecnico sui robot e in particolare sul funzionamento di un rover, ma allo stesso tempo offre un’esperienza divulgativa, divertente ed accessibile a tutti e non solo agli esperti in materia, ovvero IL MIO PRIMO ROVER.

Per completezza è sempre disponibile il calendario completo del tour nella pagina del progetto.

Il tour si affianca al lavoro di YATTA per avvicinare giovani e adolescenti alle materie STEM, per promuovere allo stesso tempo un uso della tecnologia verso una fascia d’età che molto sbrigativamente (con una buona dose di marketing) viene definita quella dei nativi digitali, ovvero persone che essendo circondate fin dalla nascita da device digitali, dovrebbero essere abituati ad usarli con competenza e con competenze tecniche avanzate, o più semplicemente utenti che si sentono largamente a loro agio con l’innovazione.

Non si nasce digitali

Una definizione banale e molto limitata, che cerchiamo di superare con proposte formative di qualità, anche grazie agli  strumenti di facile utilizzo oggi reperibili in rete e alla visione di alcuni visionari, ai quali ci ispiriamo. Proprio sui cosiddetti nativi digitali ha detto il suo pensiero Mitch Resnick, direttore del gruppo Lifelong Kindergarten al Media Lab del MIT di Boston e successore di Seymour Papert (figura che richiederà un approfondimento a parte). Come fa notare Resnick nel suo famoso Ted Talk “Let’s teach kids to code”, c’è un’enorme differenza tra l’atteggiamento rilassato nella fruizione della tecnologia e l’essere invece capaci di produrre con essa, differenza sostanziale come quella tra il saper leggere e saper scrivere. Avvicinarsi alle materie STEM, come ad esempio con uno dei laboratori di robotica che abbiamo proposto, significa insegnare ai bambini (e agli adulti che scoprono questi temi per la prima volta) non solo a “leggere” con la tecnologia, ma anche a “scrivere” e diventare loro stessi dei creatori.

Seguendo questo approccio, YATTA lavora per creare reali esperienze didattiche connessa all’uso delle tecnologie, partendo dal ragionamento per far maturare un loro utilizzo consapevole. Un discorso analogo, con una sfida ancora maggiore, è quello che si applica alla realizzazione di un progetto, durate il quale  si impara facendo (learning-by-doing). Nella portare a termine di un progetto complesso, i ragazzi investono sé stessi nella realizzazione di un compito che richiede metodo, pianificazione e visione chiara del percorso che si sta facendo. Impostare una strategia, definire obiettivi e ipotizzare soluzioni, provando per tentativi.

Se accetti la sfida, o ne vieni coinvolto, diventa un percorso appassionante al quale diventa difficile sottrarsi. E non esistono errori che non siano utili e il debug, ovvero il processo di correzione degli errori, diventa un passaggio fondamentale per l’apprendimento. Da YATTA diciamo: “non stai sbagliando, stai imparando”.

Proprio grazie a questo approccio pratico all’apprendimento e alla trasversalità degli argomenti trattati, lo YATTA Library Tour per le biblioteche di Milano ha tutto il potenziale per essere riproposto come laboratorio nelle scuole, come di fatto è già avvenuto con il percorso del PON “pensiero computazionale e creatività digitale”, tenuto presso gli Istituti Riccardo Massa e Don Orione di Milano e il Liceo Majorana di Rho, portando ad integrare competenze trasversali nella cornice di un programma didattico già definito.

La robotica educativa nell’insegnamento

Pochi sono i casi di introduzione della robotica nei programmi di studio italiani, ma tra questi sicuramente uno dei più interessanti è quello di Giovanni Marcianò, dirigente scolastico che si è prodigato per l’applicazione curriculare della robotica educativa attraverso progetti didattici per gli istituti, ma anche nello sviluppo di corsi di aggiornamento per docenti, creando una piattaforma per la collaborazione a distanza; le iniziative, pensate anche in forma laboratoriale, hanno lo scopo di introdurre la scuola (non solo primaria) all’innovazione.

Se in Italia la scuola primaria è ancora titubante riguardo all’insegnamento di queste materie, altri paesi la pensano molto diversamente: l’Estonia, che ha da sempre una visione avanguardistica nel rapporto con le tecnologie, ha già introdotto da alcuni anni un programma scolastico con lo scopo di insegnare a programmare ai ragazzi dai 7 ai 19 anni, riconoscendo il cambiamento irreversibile che è iniziato alla fine dello scorso millennio e di conseguenza l’esigenza di aggiornarsi.

La robotica, come molta parte delle tecnologie usate a scopo didattico, sono un escamotage per coinvolgere i ragazzi in attività appassionanti, per poi spostarli su altri territori, quale ad esempio la peer education, ovvero la creazione di dinamiche di gruppo, di confronto e interdipendenza tra singoli, tra membri dei gruppi e tra i gruppi, che nel migliore dei casi diventa uno strumento di avanzamento cognitivo (passaggio delle conoscenze e delle abilità) e di inclusione, stimolando l’aiuto reciproco attraverso la risoluzione di un problema. Un percorso di attivazione dei ragazzi molto diverso dalla possibile passività davanti ad una lezione totalmente frontale.

Inevitabilmente tutto questo ci porta a parlare dell’aggiornamento degli standard (curriculum) educativi è delicato, soprattutto in ambito tecnologico, e l’introduzione di una disciplina nuova nel mix formativo può risultare oneroso in termini di programmazione nazionale e per nulla scontato, ma l’adattamento dei programmi ai cambiamenti culturali è necessario e in questo senso la tecnologia ha un impatto notevole in molte direzioni, non ultimo il tema delle competenze sempre più ampie in ambito digitale.

Mostrando una versione di scuola più attiva, che si basa sulla teoria del costruzionismo, le conoscenze non vengono meramente trasmesse, ma ricostruite per comprendere il mondo circostante; l’apprendimento diventa parte della costruzione di un prodotto tangibile. Se quello che viene presentato ai bambini è un problema concreto da risolvere, assimilare concetti complicati come gli algoritmi diventa più facile ed efficace. Ancora una volta, quello che viene proposto è un approccio integrato tra teoria e pratica.

 

Per approfondire:

 



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