STEM: realizzare progetti per imparare meglio

Home / Blog / Edu / STEM: realizzare progetti per imparare meglio23 Settembre 2020STEM: realizzare progetti per imparare meglio

L’approccio didattico basato sulla realizzazione di un progetto ha ribaltato alcuni principi della didattica e mira a creare un maggiore coinvolgimento dei ragazzi verso le discipline scientifiche, in particolare le scienze naturali. Un sigla che si è fatta strada in questa direzione è S.T.E.M. e se ne sente parlare sempre più spesso. L’idea di base è che in una società al passo con i tempi una solida cultura scientifica sia sempre più necessaria (associata ad una visione umanistica, ci sentiamo di aggiungere).

Ma cosa si intende con STEM? Il termine inizia a circolare dall’inizio del nuovo millennio, con l’esigenza di ridefinire alcuni settori dell’insegnamento. L’obiettivo è rispondere alla bassa preparazione dei giovani ai nuovi settori lavorativi nati dall’evoluzione tecnologica e più in generale alla necessità di figure competenti in materie scientifiche.

L’acronimo STEM suona molto bene e ha anche un doppio senso. Stem in inglese significa stelo e offre l’immagine di qualcosa che sta nascendo e che potrà diventare un fiore o un arbusto. Metaforicamente rappresenta la crescita dei ragazzi e la fioritura delle loro competenze. Ma stando alla sigla, le 4 lettere stanno per:

  • Science: alfabetizzazione scientifica tramite cui è possibile comprendere i contesti, le competenze e le conoscenze di cui i futuri cittadini avranno bisogno per partecipare attivamente e consapevolmente a risolvere problemi nella società;
  • Technology: la tecnologia è per definizione scienza applicata e comprende un’ampia gamma di prodotti e processi costruiti dall’uomo sulla base delle loro conoscenze scientifiche. L’alfabetizzazione tecnologica consiste nella capacità di usare,  gestire,  valutare  e  comprendere  la  tecnologia, che ai giorni d’oggi dovrebbe comprendere anche programmazione e robotica;
  • Engineering: nonostante il livello di istruzione in questo settore sia scarsamente considerato nei percorsi scolastici obbligatori, ai fini pratici si dimostra come la più utile per gli studenti. Consente infatti di sviluppare importanti abilità come la progettazione e lo sviluppo di dispositivi e soluzioni per affrontare problemi reali. In questo modo l’apprendimento delle scienze è reso più significativo e decisamente concreto;
  • Mathematics: la matematica è alla base di tutte le discipline scientifiche ed è la grammatica che tutti dovremmo usare per rappresentare il mondo reale. Spesso però viene percepita come astratta e priva di relazioni col mondo reale.

Formazione STEM sin dall’infanzia

Per incentivare i giovani a scegliere percorsi di studio in ambito scientifico/tecnologico c’è bisogno di un approccio diverso a queste discipline che sia divertente e stimolante per avvicinare il più possibile gli studenti già da piccoli al mondo delle scienze.

Il concetto di STEM consiste in un approccio educativo integrato basato su applicazioni concrete di queste quattro discipline. Il metodo di insegnamento tradizionale è meno efficace perché spesso la didattica della scienza si concentra sola sulla teoria, quando invece quello che risulta essere più utile è un approccio integrato tra pratica concreta e teoria (iniziando proprio dalla pratica).

Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica andrebbero quindi devono essere insegnate in modo coordinato prevedendo delle applicazioni concrete nella risoluzioni di problemi veri già dalla scuola primaria e le lezioni devono essere strutturate in modo da suscitare curiosità e passione negli studenti tramite esperienze scientifiche e tecnologiche. L’insegnamento integrato delle STEM sarebbe particolarmente fattibile nelle scuole primarie, dove lo stesso docente insegna più materie alla stessa classe.

Sono possibili due metodologie di insegnamento di tipo dinamico:

  • Insegnamento basato sull’indagine e sulla realizzazione di un progetto (PBLProject Based Learning): prevede attività che promuovono l’apprendimento delle scienze e dei processi che gli scienziati mettono in atto per risolvere problemi veri. In questo modo viene stimolato l’autoapprendimento nei bambini che interagiscono in prima persona con gli oggetti, ma che sono sempre seguiti da un tutor esperto che li orienta nei vari passaggi e nella comprensione dei fenomeni;
  • Progettazione ingegneristica: consiste solitamente in invenzioni che sono il risultato dell’unione di più tecnologie per risolvere problemi o soddisfare bisogni. Per fare ciò i bambini devono imparare a definire il problema, raccogliere informazioni e ipotizzare diverse soluzioni da testare fino a trovare quella giusta. Il fallimento è una tappa fondamentale in questo processo e così viene normalizzato.

STEM e il mondo del lavoro

Componenti chiave in un percorso educativo che si basa sull’approccio STEM sono l’integrazione (tra le discipline) e la collaborazione (tra gli studenti). Grazie ad un approccio del genere gli studenti possono sviluppare varie competenze: problem solving, creatività, ragionamento critico, team work, spirito di iniziativa, comunicazione. In più prendono sempre più familiarità con il digitale, componente quasi indispensabile per “animare” i progetti da realizzare, ora più che mai fondamentale.

La tecnologia sta cambiando il modo in cui i giovani apprendono, interagiscono e si connettono tra loro. Le capacità sviluppate grazie alle STEM forniscono agli studenti le fondamenta per avere successo prima a scuola e in futuro nel mondo del lavoro. Tutte queste skills acquisite vanno messe in pratica insieme perché raramente il lavoro che incontreranno richiederà l’applicazione di una sola competenza. I lavori sono per loro natura multidisciplinari, e oggi anche sempre più complessi; proprio per questo motivo bisogna educare i bambini a ragionare in modo critico senza limitarsi (aspetto pur necessario) ad imparare singoli concetti a memoria.

L’educazione STEM ha forti implicazioni sullo sviluppo della forza lavoro. Mancano i laureati qualificati in queste discipline ma il motivo non è solo legato alla scarsa passione e curiosità verso le scienze. In realtà molto dipende anche dai fondi a disposizione per la formazione. Bisogna approfittare delle opportunità offerte dal Next Generation Plan della Commissione Europea (parte del Recovery Plan) e usare i fondi a disposizione per investirli in formazione, in particolare in quella STEM. Secondo la ricerca Deloitte, nel 2019 i laureati in materie STEM erano il 24,6% dei laureati totali. Sono sempre più ricercati i profili professionali STEM ma in Italia scarseggiano, nonostante il tasso di occupazione dei laureati era tra i più alti per le lauree STEM (83,6%).

Girls can do it!

Un ulteriore scoglio da superare è il divario di genere nel mondo nelle discipline STEM. Nel 2019 gli uomini laureati in area STEM erano il  37,3%, le donne invece solo il 16,2%.  Il problema alla base di questa differenza sono probabilmente i pregiudizi verso le donne. Le ragazze infatti si immaginano a loro volta non “destinate” a studiare questo tipo di materie, autoconvincendosi di non potercela fare. Microsoft ha denunciato la mancanza di donne nel settore della computer science e si sta adoperando per cambiare la situazione lanciando alcuni progetti: “Girls who code” a livello internazionale e “For Girls in Science” in Italia, con l’obiettivo di incentivare le ragazze a scegliere studi universitari scientifici.

Secondo Sara Calcagnini, Responsabile Programmi Scienza e Società del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, gli stereotipi di genere hanno un grande peso nella scelta dei percorsi di studio delle ragazze, e afferma che “Le scienze sono  spesso rappresentate come scienze razionali, intellettuali e indipendenti, tutte qualità spesso associate alla mascolinità. Ciò significa che i ragazzi o le ragazze che non si identificano con tali caratteristiche penseranno di non essere adatti agli studi e ai lavori collegati alle STEM.” Bisogna parlare di scienza in modo inclusivo, attirando la curiosità delle ragazze e definendo temi di maggiore interesse per loro.

STEM o STEAM?

Le discipline scientifiche da sole però non bastano, ci vuole visione come dicevamo all’inizio. E l’arte nella sua accezione più ampia è proprio l’ambito dove si creano gli immaginari. Quindi alla sigla STEM va aggiunta la “A” di Art, diventando STEAM (ma qui il significato della parola inglese che ne deriva complica le cose…). Questo passaggio significa includere a pieno titolo nella formazione delle persone anche un pensiero creativo libero, con schemi flessibili e adperti.

C’è chi critica questa scelta perché toglierebbe attenzione al cuore dell’approccio STEM, ovvero le materie tecnico-scientifiche e alle scienze naturali; viceversa i suoi sostenitori ritengono possa rappresentare un elemento di stimolo creativo, che aiuta a valorizzare e incrementare le passioni dei giovani.



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