A scuola di emozioni con il Social Emotional Learning

Home / Blog / Edu / A scuola di emozioni con il Social Emotional Learning17 Novembre 2021A scuola di emozioni con il Social Emotional Learning

La tensione prima dell’interrogazione, la paura di fallire, l’ansia da prestazione. Che si tratti di affrontare un’interrogazione, di mantenere alta la media dei voti o di recuperare un’insufficienza, l’ansia è un disturbo molto diffuso tra le mura scolastiche. Il Social Emotional Learning si propone quale soluzione.

La scuola, che ansia!

Secondo uno studio condotto su un campione di scuole, l’82% degli studenti subisce livelli di stress medio-alti durante l’anno scolastico e il 64% degli intervistati ha vissuto almeno un’esperienza negativa (Adverse Childhood Experiences) durante il proprio percorso formativo. Ma il fenomeno non investe soltanto gli adolescenti. Anche gli insegnanti soffrono questa condizione: il 46% ha dichiarato di essere esposto a condizioni di alto stress quotidiano in classe.

Dal punto di vista psicologico è consolidata l’idea che lo stato emotivo influenzi il benessere psico-fisico. E conseguentemente il rendimento: la produttività al lavoro e l’apprendimento a scuola. La didattica tradizionale è troppo focalizzata sull’aspetto cognitivo, sulle nozioni da apprendere, e molto meno sulle metodologie da adottare affinché i concetti vengano accolti, elaborati ed assimilati.

Tra la spiegazione del docente e la comprensione da parte dei ragazzi, spesso si crea un vuoto in cui le parole restano lettera morta, non vengono ascoltate, comprese e metabolizzate. Uno studente sereno è più motivato a partecipare attivamente alle lezioni e ottiene migliori risultati del vicino di banco, deconcentrato perché in preda a stati ansiosi. In questo delicato passaggio di conoscenze tra insegnante e studente, un’attenzione particolare alle emozioni può fare la differenza.

Imparare le emozioni

Questa è la priorità dell’apprendimento socioemotivo (Sel, Social Emotional Learning), sistema psico-pedagogico nato negli Usa a partire dal 1983 nell’ambito delle teorie sull’intelligenza emotiva, che pone l’accento sull’aspetto emozionale nell’apprendimento, collocandolo allo stesso livello di quello cognitivo.

Il fine ultimo è quello di accrescere la capacità di motivare sé stessi, di perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni e sapere rimandare la gratificazione. Ma anche imparare a modulare e gestire i propri stati d’animo, in termini di autocontrollo e di consapevolezza di sé, evitando che l’ansia impedisca il pensiero, l’empatia e la speranza, instaurando relazioni positive con il prossimo.

Competenze trasversali che possono essere apprese dai giovani a scuola, agevolando così l’apprendimento delle materie di studio e il senso di responsabilità dei giovani, oltre che la cosiddetta resilienza, la capacità di adattarsi in maniera positiva alle condizioni negative per affrontare efficacemente anche il mondo del lavoro e le inevitabili difficoltà della vita.

Le competenze chiave

Il sistema Social Emotional Learning non è un programma didattico, non si occupa di contenuti, di cosa insegnare, è piuttosto un metodo che pone l’accento sul come insegnare. Una metodologia che mira a costruire competenze personali per muoversi con consapevolezza e sicurezza nella scuola, nelle relazioni interpersonali, nel mondo. L’approccio metodologico promuovere cinque dimensioni della sfera socio-emotiva, che possono essere esercitate e apprese durante il percorso formativo:

  • la consapevolezza emotiva: saper identificare e riconoscere le emozioni;
  • l’autoregolazione emotiva: imparare a regolare e controllare le emozioni;
  • la capacità di prendere decisioni responsabili;
  • le abilità relazionali: comunicare, cooperare, negoziare, prestare e chiedere aiuto);
  • la consapevolezza sociale: empatia, rispetto per gli altri e valorizzazione delle diversità.

Studenti più sereni

I casi di studio pubblicati dall’Università di Chicago, che hanno coinvolto oltre 270 mila studenti, evidenziano che la partecipazione ai programmi SEL ha migliorato dell’11% il rendimento scolastico degli alunni. I ragazzi oggetto dell’indagine hanno mostrato anche di adottare comportamenti scolastici positivi, maggiore capacità di gestire lo stress e un atteggiamento più fiducioso verso sé stessi, gli altri e nei confronti della scuola.

Avviato negli Stati Uniti ad opera di Sara Potler LaHayne, il progetto Move This World, ha insegnato nelle scuole, dagli asili ai licei, metodi per creare empatia, resilienza e capacità di gestione emotiva, facendo registrare anche una riduzione del 28% degli incidenti scolastici.

È l’evidenza che si è disposti ad imparare ciò che si ama e fa star bene. Sapere riconoscere e gestire le emozioni, decidere consapevolmente, agire in modo etico e responsabile, può trasformare la scuola in una culla educativa realmente inclusiva e condivisa.

I programmi possono essere realizzati da qualsiasi istituzione scolastica, ma sono ideati e ritagliati su misura per classi, scuole ed età diverse. La semplicità dell’approccio consente di avvicinare bambini e ragazzi ad un apprendimento in chiave socioemotiva a ogni livello di studio.

Dall’asilo alle medie

Alla scuola materna si può iniziare la giornata con una musica ritmata in modo da allenare l’orecchio e il senso del ritmo, ma anche l’ascolto e la capacità di relazionarsi agli altri.

I bambini dei primi due anni delle scuole elementari vengono invitati a recitare le emozioni, inventando nuove espressioni e imitandosi a vicenda, per favorire la capacità di identificare ed esprimere ciò che si sente, ma anche acquisire la consapevolezza di sé. Ai bambini un po’ più grandi si chiede di complimentarsi con i compagni, verbalizzando ciò che si apprezza di loro, per fare acquisire il rispetto per l’altro e consapevolezza sociale.

Alle medie si possono condividere in classe al mattino i propri stati d’animo e i propri desideri per la giornata, così da stimolare abilità relazionali, l’empatia e l’apprezzamento del diverso.

Alle scuole superiori

L’apprendimento socioemotivo non è un mondo a sé stante rispetto alle discipline dei piani di studio di licei, istituti tecnici e scuole professionali. I contenuti delle materie umanistiche, per esempio, sono molto adatti ad essere integrati in un approccio di tipo socioemotivo. Si pensi ad esempio allo studio della filosofia, della letteratura, ma anche dell’arte, materie che già di per sé stimolano ad una riflessione sul sé, sulla natura umana e il senso dell’esistenza.

Nelle ore di letteratura si può stimolare nei ragazzi l’associazione della lettura a un momento di piacere, organizzando uscite all’aperto rilassati in un prato oppure sdraiati su dei cuscini in palestra o un’aula dedicata. Sollecitando la condivisione delle proprie riflessioni sul romanzo, in modo da affinare la capacità critica e dialettica. Per la produzione scritta è possibile promuovere la scrittura di un testo a più mani tramite software di condivisione.

Anche il teatro è un ottimo strumento che permette di immedesimarsi nei personaggi e rivivere il contesto storico, attraverso la ricostruzione degli ambienti e dei costumi del tempo.

Per approfondire

Credit Image: The Met Accession Number 00.2.19

Vittoria Mineo



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