I ragazzi e la lettura: dati, iniziative e social reading

Home / Blog / Edu / I ragazzi e la lettura: dati, iniziative e social reading2 Giugno 2021I ragazzi e la lettura: dati, iniziative e social reading

Parlare del rapporto tra i ragazzi e la lettura è sicuramente complesso. Ognuno di noi può infatti leggere per differenti ragioni. Fattori come il livello di istruzione, la presenza di libri in casa, la scuola frequentata, l’educazione impartita e il genere condizionano le abitudini di lettura dei giovani.

Il fattore che più di tutti avvicina le ragazze e i ragazzi alla lettura è l’ambiente familiare. Come riferisce l’ISTAT nell’ultimo report, tra i ragazzi sotto i 18 anni legge il 77,4% di chi ha madre e padre lettori e solo il 35,4% tra coloro che hanno entrambi i genitori non lettori.

Il rapporto tra i ragazzi e la lettura

Se i fattori di avvicinamento al libro possono essere molteplici, è indubbio che le nuove generazioni vivano nella società dell’Always on. Hanno cioè una dieta mediatica sempre più articolata e complessa, nella quale i media tradizionali non sono abbandonati, ma vengono fruiti in sovrapposizione ai device innovativi. L’accesso ai contenuti è mobile, frammentato, rapido e sempre più simultaneo. Le persone sono ormai abituate a una fruizione nomade dei contenuti: possono cioè accedere a notizie, produzioni cinematografiche, brani musicali, programmi radio o tv in qualsiasi luogo e momento.

Anche il mondo del libro si è adattato ai cambiamenti che hanno rivoluzionato la società negli ultimi decenni. Il successo degli audiolibri, ad esempio, attesta la possibilità di allargare il pubblico di lettori a una platea più ampia. Con il lockdown, Audible ha quintuplicato la propria offerta e ha registrato nell’ultimo anno un aumento del 20% degli ascolti di contenuti per ragazzi.

Editoria ed emergenza sanitaria

Complice l’emergenza sanitaria, il 2020 ha accelerato la transizione digitale anche nel settore editoriale. Come fa notare il report ISTAT 2021, per fare fronte all’impatto della pandemia sul settore, le iniziative promosse e realizzate dagli operatori sono state in primo luogo:

  • Il rinvio delle nuove uscite editoriali in programma (79,6%, la revisione del piano editoriale 2020, 74,4%).
  • Il potenziamento dei canali di vendita on-line (56,4%).
  • Il ricorso al lavoro in modalità smart working per il personale interno (54,4%).

Quasi un operatore su tre (29,2%) ha inoltre promosso l’ampliamento dell’offerta di titoli in formato digitale. Come risposta, gli italiani sono tornati a leggere più di prima ed è calato il numero di coloro che leggono solo testi cartacei. E tra le fila di quelli che leggono tanto e da qualsiasi device vi sono proprio i giovani. Le ragazze e i ragazzi italiani, infatti, rappresentano la categoria che legge di più: benché si senta spesso il contrario, sono i più legati alla lettura.

Iniziative di promozione alla lettura

Nel 2019, ha letto il 54,1% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni e il 56,6% tra gli 11 e i 14 anni. In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (di queste, oltre il 60% ha letto almeno un libro all’anno). Anche in considerazione di questi numeri, durante il lockdown gli editori hanno attuato iniziative volte alla promozione della lettura:

  • Il 43,6% ha attivato reti con le librerie indipendenti per la vendita e la consegna di libri a domicilio;
  • Il 42,8% organizzato eventi di promozione e interazione con i lettori attraverso i canali social o il proprio sito internet;
  • Il 26,9% degli editori ha organizzato presentazioni on-line, letture e consigli di lettura da parte degli autori.

Molte iniziative sono state rivolte agli studenti, in maniera diretta e indiretta. Il 40,0% dei grandi editori e il 20,2% dei medi hanno garantito l’accesso gratuito per i docenti a webinar, servizi e strumenti per la didattica. Sono stati diffusi gratuitamente numerosi e-book per fini didattici e una quota considerevole del settore ha aderito all’iniziativa di Solidarietà Digitale del Ministero dell’Innovazione Tecnologica. Tra le iniziative più meritevoli possiamo annoverare quella della casa editrice “il Saggiatore”, la prima ad aver fornito titoli gratuiti durante la prima ondata pandemica.

Educare alla literacy

Quando parliamo di literacy, ci riferiamo alla capacità di lettura, ma anche di scrittura, ascolto, conversazione e creazione di testi multimediali. Possiamo dire che promuovere la literacy sia un investimento sicuro per il futuro delle nostre società. Può infatti contribuire alla formazione di cittadini istruiti e informati e prevenire il cosiddetto analfabetismo funzionale (o di ritorno). Un analfabeta di ritorno è colui che “non sa comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.

Secondo uno studio di Frontiers in Psychology, in Europa gli analfabeti funzionali ammonterebbero a circa 80 milioni di individui e in Italia ci sarebbe la concentrazione più alta (47%). Di fronte a queste cifre, l’investimento sulla literacy per le nuove generazioni deve essere una priorità assoluta, coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Oltre alla scuola, altri ambienti possono orientare i bambini e i ragazzi alla lettura. Primo fra tutti, la casa: in questo luogo, i genitori sono un punto di riferimento per i figli. Inoltre, è dimostrato che i bambini cresciuti in case con molti libri imparano a leggere prima e meglio degli altri.

Un’iniziativa lodevole: Mein Papa liest vor

In Germania, esiste il programma Mein Papa liest vor, rivolto ai genitori di bambini fino a dodici anni. Tale iniziativa responsabilizza il ruolo del padre come modello di riferimento per stimolare la passione alla lettura dei figli.

Il progetto nasce nel 2010, quando degli studi svolti da Stiftung Lesen sulla lettura riscontrano che solo l’8% dei padri leggesse regolarmente ad alta voce ai propri figli. Questo dato dimostra che, nelle famiglie tedesche, tale ruolo venisse quasi sempre lasciato alle madri.

Nel progetto sono coinvolte numerose imprese che ricevono gratuitamente un servizio di promozione di lettura da distribuire ai propri dipendenti tramite la rete intranet aziendale. Ciò consente ai padri lavoratori di impegnarsi maggiormente in famiglia e di migliorare le opportunità educative dei propri figli. Sulla intranet aziendale è reso disponibile un ampio fascicolo che include tutte le informazioni di base e i suggerimenti per la lettura ad alta voce.

Le storie da raccontare e le altre informazioni accessorie sono aggiornate settimanalmente. La selezione di storie proposte per la lettura tiene conto dei diversi interessi dei bambini e dei ragazzi in base alla diversa fascia d’età e alla base culturale di riferimento. I padri possono stampare il fascicolo con la storia della settimana dal posto di lavoro e hanno il tempo per leggerla ai propri figli prima di andare a dormire o durante il fine settimana. In questo modo, l’attività di lettura è costantemente segnalata ai padri e risparmia loro il lavoro di ricerca dei contenuti più appropriati.

Dare un supporto personalizzato

Come dimostra Mein Papa liest vor, i progetti volti a migliorare il livello di literacy, per essere davvero efficaci, necessitano di standard di riferimento e di obiettivi da raggiungere. Solo così si riescono a misurare i progressi realizzati dai lettori e a identificare chi, non essendo in grado di procedere secondo i criteri previsti, ha bisogno di un supporto personalizzato.

Nei Paesi Bassi esiste un sito dedicato agli studenti e agli insegnanti delle scuole secondarie, nonché ai genitori e ai bibliotecari, che possono consultare centinaia di titoli raggruppati in base al grado di difficoltà di lettura. Gli insegnanti hanno così la possibilità di costruire programmi personalizzati per gli studenti secondo un modello a sei livelli crescenti.

Il Social Reading

Tra le iniziative didattiche più innovative per avvicinare i ragazzi alla lettura troviamo il Social Reading. Si tratta di una pratica di lettura condivisa, attraverso cui studenti e docenti possono leggere insieme un testo, commentarlo, discuterne e confrontarsi secondo le dinamiche di un social network.

Il Social Reading può essere supportato da un ecosistema educativo digitale, protetto e strutturato. È accessibile da smartphone, che diventa così un importante strumento didattico, in grado di unire la lettura all’intrattenimento.

Orizzonte Scuola definisce il Social Reading “una porta magica per entrare nel mondo degli studenti”. Grazie a questa pratica didattica, lo studente può ritrovarsi in un ambiente di apprendimento cliccando sull’icona di un’app, e può trasformare il “compito” in una vera e propria esperienza didattica amplificata e dilatata nello spazio e nel tempo.

Il primo progetto di Social Reading in Italia nasce dalla collaborazione della casa editrice Pearson con la start-up Betwyll, da cui l’omonima applicazione. Come dimostrano i progetti di lettura 2021, il Social Reading offre un approccio multidisciplinare. Allo stesso tempo, dà la possibilità di leggere qualsiasi contenuto mediale e di commentarlo tramite “Twyll”, brevi messaggi di testo di massimo 140 caratteri.

Migliorare la DaD e l’inclusione

L’obiettivo, diventato necessario nel contesto della Didattica a Distanza, è il coinvolgimento degli studenti anche al di fuori delle mura scolastiche. Il progetto Pearson Social Reading with Betwyll riesce a instaurare una dinamica di classecapovolta, nella quale i ragazzi possono portare avanti le attività anche senza la spinta del docente. Secondo Pearson, il Social Reading ha un forte potenziale educativo nel favorire la comprensione, l’attenzione, l’empatia e la collaborazione tra studenti, insegnanti e lettori. Infatti, il Social Reading permette di lavorare verticalmente su una disciplina e di acquisire trasversalmente altre competenze. Lo studente può sviluppare importanti soft skill come lo sviluppo di un pensiero critico, creativo e divergente, l’acquisizione di un’intelligenza emotiva e la formazione di una cittadinanza digitale.

Inoltre, il progetto crea un ponte tra docenti e studenti che può aumentare in maniera decisiva la motivazione e la proattività di questi ultimi. L’approccio di questa piattaforma, tipico dei social network, avvicina la formalità dell’istituzione scolastica a uno degli ambienti più intimi per i ragazzi. Riesce a parlare la lingua degli studenti pur spiegando materie scolastiche.

Il progetto di Social Reading di Pearson-Betwyll può essere sintetizzato in tre concetti chiave:

  • Inclusione, poiché lo studente è protagonista del suo percorso di apprendimento. Può leggere, esprimersi e interfacciarsi con gli altri seguendo le proprie attitudini.
  • Collaborazione, poiché, alla lettura individuale, segue sempre la parte di interazione e scambio con gli altri.
  • Gamification, poiché le attività di literacy possono innescare meccanismi formativi così naturali per i giovani lettori da essere percepite come extrascolastiche (e persino ludiche).

Il learning by doing come valore portante

Proprio come il nostro yLearn, iniziative come il Social Reading sono coerenti con il filone didattico del learning by doing. Da semplici lettori, gli studenti possono assumere il ruolo di scrittori attivi, protagonisti di scambi di opinioni. Possono anche condividere contributi multimediali, esaltando il concetto di lettura aumentata e aperta, conforme ai linguaggi della società odierna.

In questo modo, la lettura entra in una logica laboratoriale e pratica, in cui si può sempre apprendere dai contenuti letti ma anche dal contatto con gli altri. Il Social Reading può rendere la lettura un’azione più appetibile e interattiva, da coltivare al di fuori del contesto scolastico e dagli obblighi che ne conseguono.

 

Per approfondire:

 

cover image credit: The Met (Object: 314337 / Accession: 1980.563.15)

Raimondo M. Cataldo



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