Bando EduCARE, bambini e ragazzi tornano al centro

Home / Blog / Formazione / Bando EduCARE, bambini e ragazzi tornano al centro29 Luglio 2020Bando EduCARE, bambini e ragazzi tornano al centro

L’emergenza Coronavirus ha interrotto molte attività ricreative e didattiche per bambini e ragazzi, rimasti chiusi in casa senza poter vedere gli amici per mesi, perdendo occasioni importanti di crescita. Questo ha avuto un impatto negativo sullo sviluppo delle potenzialità cognitive e la socialità dei giovanissimi. Se è vero che il tempo perduto non si può recuperare, allora è importante ampliare l’offerta futura di attività e partecipazione per loro.

In Italia circa un milione di bambini e adolescenti si trovano in condizioni di povertà educativa, cioè in condizioni che in vario modo limitano le loro opportunità educative e ricreative, partendo dalle caratteristiche del contesto familiare e dalle relative condizioni economiche.

Save the Children ha svolto un’indagine durante il periodo di lockdown su un campione di 1003 minori tra gli 8 e i 17 anni volto a comprendere l’impatto sia economico che educativo che le restrizioni hanno avuto su di loro. Il 39% degli intervistati non riesce a mantenere il ritmo scolastico nella nuova modalità “a distanza”. Dall’inizio del lockdown è raddoppiato il numero di giovani che ha bisogno di un supporto nello studio: il 16% degli intervistati ora lo necessita mentre prima no. Un genitore su 10 teme che i propri figli possano perdere l’anno scolastico o addirittura abbandonare gli studi a causa di questa situazione.

Gli effetti della crisi potrebbero protrarsi a lungo, al di là di un nuovo rischio lockdown, rischiando di aggravare ulteriormente la situazione di coloro che già vivevano in condizioni socio-economiche svantaggiate, ma impattando negativamente anche su coloro che potrebbero peggiorare le loro condizioni di vita a causa della crisi.

Intervenendo a sostegno di queste dinamiche, là dove hanno lavorato poco e male le istituzioni preposte a gestire il sistema educativo e scolastico, si è mosso il Dipartimento per le politiche della famiglia che ha pubblicato il bando EduCare con le finalità di “promuovere l’educazione non formale in tutto il Paese”, così ha detto la Ministra (senza portafoglio) per le pari opportunità e la famiglia Bonetti a capo di tale dipartimento.

Obiettivi e contenuti

Il bando EduCare intende supportare l’attuazione di progetti educativi che contribuiscano “allo sviluppo delle potenzialità fisiche, intellettuali, emotive e sociali dei bambini/e e dei ragazzi/e come individui attivi e responsabili all’interno delle proprie comunità a livello nazionale e locale”. Vuole anche “promuovere il loro impegno verso la società che li circonda, nel rispetto delle differenze culturali, linguistiche, religiose, etniche e di genere”. Il budget stanziato a questo proposito è di 35 milioni di euro

Possono presentare proposte enti locali (anche associati come ATS), scuole di ogni grado, servizi educativi per l’infanzia, Enti del Terzo Settore e enti religiosi. Ogni progetto approvato, che deve durare 6 mesi, può ricevere un finanziamento di minimo di 35 mila euro e massimo 150 mila euro.

I temi su cui devono vertere questi progetti vanno dalla promozione della cittadinanza attiva dei giovani alla non discriminazione, all’inclusione sociale e alla povertà educativa; ma anche la piena partecipazione di bambini e ragazzi attraverso la peer-education e il dialogo con altre generazioni. La tutela dell’ambiente è un altro importante focus.

I progetti devono garantire un approccio multidisciplinare ai temi ma soprattutto un’attenzione particolare all’interesse dei minori e ai loro bisogni. Deve però esserci sempre con un occhio di riguardo alle disposizioni anti COVID-19 per aprire le attività in tutta sicurezza.

Valutazione dei progetti

La procedura di selezione prevista dal bando EduCare prevede la valutazione dei progetti in base ad alcuni criteri. Innanzitutto bisogna guardare la qualità della proposta; le capacità e l’esperienza del soggetto proponente; i costi del progetto in relazione agli obiettivi; infine varie caratteristiche distintive del progetto quali la capacità di essere promosso come best-practice, di offrire modelli di lavoro in rete con altri attori locali, e di attrarre varie risorse mobilitando la società.

Chiunque sia interessato potrà presentate proposte fino al 31 dicembre 2020, ma i progetti verranno valutati in ordine cronologico di presentazione fino ad esaurimento risorse.

Per maggiori informazioni visitate il sito http://famiglia.governo.it/it/avvisi-e-bandi/avviso-pubblico-educare/



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