Sfide digitali per contrastare la povertà educativa

Home / Blog / Edu / Sfide digitali per contrastare la povertà educativa8 Luglio 2020Sfide digitali per contrastare la povertà educativa

Secondo un’indagine dell’Istituto Demopolis il 68% degli italiani intervistati ammette di aver sentito parlare di “povertà educativa”. Un quarto di essi  però non sa di cosa effettivamente si tratti. Per quanto il il termine “povertà educativa” sia un concetto di facile comprensione, almeno all’apparenza, il tema non è molto noto e riceve attenzioni non sempre adeguate dalle istituzioni; ma si stanno diffondendo progetti e percorsi che lo pongono al centro delle loro azioni.

Proviamo a dare quindi una definizione. Per povertà educativa si intende infatti la condizione in cui si trovano bambini e adolescenti privati del diritto all’apprendimento o, più in generale, di opportunità educative. Questi giovani rischiano di non sviluppare nessuna passione e aspirazione data la carenza di di stimoli esterni, che si aggiungono ad un ambiente di crescita poco ricco dal punto di vista culturale.

ALLE ORIGINI DELLA POVERTÀ EDUCATIVA

Quali sono i motivi per cui un bambino può ritrovarsi in condizioni di povertà educativa? Le cause sono molteplici, ma quella con maggiore peso è sicuramente una condizione di disagio economico.

Situazione economica e arricchimento personale sono due fenomeni strettamente legati tra loro e si alimentano a vicenda. Secondo una ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma per Save The Children in Italia il 12,5% dei minori (circa un milione) vive in condizioni di povertà assoluta. Il contesto familiare che li circonda appare disagiato, caratterizzato da disattenzioni da parte dei genitori. I figli crescono con ben pochi stimoli culturali e senza una solida rete sociale di supporto che possa compensare in questo senso.

Il rischio più probabile è l’abbandono della scuola da parte dei ragazzi e una crescita con la percezione di un orizzonte molto limitato sulle concrete possibilità di realizzazione personale. Può succedere quindi che la mancanza di opportunità occupazionali gratificanti porti ad un reiterarsi della condizione di disagio economico dalla quale sono partiti.

QUALI PERCORSI PROPORRE

Per far fronte a questo problema è necessario investire in politiche per l’infanzia e l’adolescenza e valutare l’impatto reale di ogni progetto per fornire un sostegno che possa portare ad un vero riscatto sociale. Nel 2016 è stato istituito il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, alimentato dal Forum del Terzo Settore, il Governo e fondazioni bancarie (le quali hanno donato più di 400 milioni di euro dal 2016). Il fondo ha l’obiettivo di sostenere interventi capaci di rimuovere ostacoli di natura economica, sociale e culturale per la realizzazione educativa dei minori. È gestito dall’Impresa Sociale Con i Bambini che si occupa di allocare le risorse sui 355 progetti selezionati in tutta Italia, con un target di oltre 480 mila minori.

Al fondo si aggiunge l’Osservatorio Povertà Educativa, nato dalla collaborazione tra l’Impresa Sociale Con i Bambini e la Fondazione Openpolis; un ottimo strumento di monitoraggio con lo scopo di guidare il decisore pubblico ad attuare politiche di sostegno per i minori in difficoltà. L’Osservatorio pubblica report settimanali sui temi di scuola, cultura, servizi sociali e sport monitorando continuamente la situazione in Italia.

A livello locale come detto sono tanti i progetti in corso, ne citiamo due che stanno avendo un buon riscontro. A Trezzano sul Naviglio è in corso “La Scuola leggera“, un percorso parallelo alla scuola tradizionale per tutti quei ragazzi che fanno fatica a sostenere 5 giorni di lezioni frontali. Qui i ragazzi possono colmare le loro lacune tramite una didattica laboratoriale più coinvolgente. L’altro, complementare al primo nel distretto di Corsico, comprendente sempre Trezzano sul Naviglio, è “In&Out“, un progetto che prevede la costruzione di una rete sociale e culturale sia dentro che fuori dalla scuola: percorsi di riflessione e formazione con insegnanti scolastici, laboratori, gite, esperimenti e attività di orientamento.

IL CONTRIBUTO DI YATTA!

Il tema dell’educazione, con un taglio rivolto alle competenze e agli strumenti digitali, è uno dei pilastri di YATTA! e siamo coinvolti da tempo in vari progetti che mirano ad avere un impatto positivo sui percorsi formativi dei più giovani. Siamo stati chiamati dalla Cooperativa Sociale Il Mosaico Servizi, grazie ad un finanziamento dell’Impresa Sociale Con i Bambini, per dare il nostro contributo al progetto pluriennale Community in Lab .

Community in Lab mira a contrastare la povertà educativa nella provincia di Lodi, dedicato a gruppi classe delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Da febbraio 2020 sono partiti gli EduLAB, che usano coding e robotica come strumenti d’apprendimento divertenti e coinvolgenti. Oggi i LAB sono fermi, bruscamente interrotti dall’emergenza sanitaria, che proprio nel territorio lodigiano ha avuto un suo epicentro. Speriamo di riprendere l’attività molto presto, magari anche a distanza!

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