Arti performative: digitale ed emergenza sanitaria

Home / Blog / Work / Arti performative: digitale ed emergenza sanitaria9 Dicembre 2021Arti performative: digitale ed emergenza sanitaria

L’emergenza sanitaria ha cambiato il modo in cui fruiamo delle arti performative, creando nuove difficoltà ma anche nuove opportunità, grazie al digitale. Il bisogno di assistere agli spettacoli non è mai cessato, ma per mesi non abbiamo potuto farlo dal vivo, se non con molte limitazioni.

Per permettere al settore di sopravvivere era necessario un aggiornamento, che in grande parte ha richiesto l’utilizzo di tecnologie digitali. Molte delle nuove soluzioni verranno sicuramente portate avanti anche in futuro. La situazione che stiamo vivendo infatti ha cambiato le nostre abitudini e le prospettive di come vivere determinati momenti.

La rivoluzione digitale era già in corso

Gli eventi nati andando incontro alle nuove necessità sono di diverso tipo. Si parla di cyberformance, webcam performance, telematic performance… Lo spettacolo si può svolgere in tempo reale, la fruizione è digitale, ci sono diverse componenti interattive. I performer non interagiscono tra di loro in modo tradizionale, ma grazie alla connessione di rete.
Non è solo a causa della pandemia che sono state trovate applicazioni digitali al mondo delle performance artistiche. Il campo presentava molti spunti interessanti anche negli anni passati, ma ultimamente trovare delle soluzioni alternative è diventato un imperativo.

La rivoluzione digitale applicata al mondo dello spettacolo ha portato a cambiamenti radicali nel modo di pensare, organizzare, fruire i diversi tipi di eventi. Gli artisti affrontano una temporalità dilatata, non si concentrano più unicamente su un unico evento, ma sfruttano i diversi media apportando le opportune modifiche alla loro esibizione.

La digitalizzazione dei diversi tipi di esibizioni ha tra i lati positivi la possibilità di rendere accessibile lo spettacolo ad un pubblico generalista.

Non bisogna però dimenticare l’importanza della condivisione delle esperienze – sia all’interno del pubblico che tra pubblico e artista. I cambiamenti in atto quindi non porteranno ad una completa sostituzione degli spettacoli tradizionali, ma ne permetteranno l’implementazione.

Concerti dal vivo e non

  • Nell’organizzazione di eventi che rispettino le restrizioni imposte dal Covid, l’industria musicale ha mostrato poca inventiva, creando dei “concerti sostituti” ma senza sfruttare a pieno le possibilità offerte dal digitale. Alcuni esperimenti più creativi però ci sono stati.
  • Couch Tour e Live streaming a pagamento. Opzione apprezzata dagli artisti stessi, che si sono adattati a ritmi di vita più tranquilli. Molti si sono esibiti nella propria casa, utilizzando l’opzione di Instagram per realizzare dirette. Un’altra piattaforma utilizzata è stata Nugs.tv, nata nel 1993 per permettere lo scambio di file audio tra fan di uno stesso artista. Durante l’emergenza sanitaria Nugs.tv si è parzialmente convertita in modo da poter ospitare webcast ed eventi live streaming con la modalità pay-per-view.
    Tra i concerti casalinghi spicca One World: Together at Home, volto a raccogliere fondi per gli operatori sanitari. L’evento è stato ospitato sul sito dell’organizzazione Global Citizen e diretto da Lady Gaga.
  • Augmented live performance. Una variante del live streaming che sfrutta alcune delle possibilità create dagli eventi in digitale. L’esempio più famoso è il concerto di Billie Eilish, Where do we go? The Livestream, trasmesso nell’ottobre 2020. Si è trattato di un video concerto realizzato con l’ausilio di schermi LED, XR (realtà estesa), tecnologia immersiva. Billie Eilish si è esibita su sfondi virtuali che comprendevano oceano, spazio, foreste.
  • Gaming online. Il primo esempio è l’esibizione di Travis Scott in Fortnite. Il rapper americano ha tenuto una virtual performance 3D sulla piattaforma del videogioco online.

A teatro

Il teatro è difficile da “smaterializzare”, poiché è molto legato all’ambiente fisico in cui va in scena la performance. Utilizzando strumenti digitali però, è stato possibile per gli artisti continuare a mettere in scena pièce teatrali e a condividerle con un pubblico.
Tra le iniziative italiane nate durante l’emergenza sanitaria ci sono state:

  • ITsArt. Palcoscenico virtuale a pagamento, di cui abbiamo parlato approfonditamente in un articolo precedente.
  • Decameron. Serie di dirette Instagram proposta da Triennale Milano, in cui giovani artisti si sono raccontati in diretta.
  • Residenze Digitali. Un bando organizzato dal Centro di Residenza della Toscana per promuovere i progetti di performance e drammaturgia nati per l’ambiente digitale. Uno dei progetti vincitori è The Tik Tok Dance Project, che consiste in una web performance interattiva ispirata alla didattica a distanza.
  • Teatro x corrispondenza. Progetto che nasce dall’esigenza di fruire un contenuto teatrale slegato dal corpo dell’attore. Il regista Simone Guerro ha sviluppato un format teatrale che inizia da un’iscrizione sul sito, continua con l’arrivo a casa del pacco Grimm e le istruzioni per il setting da montare in casa, si completa con l’apertura della scatola. Questa contiene vari oggetti, ognuno con la propria storia e un proprio linguaggio. Il tutto avviene con tempistiche precise, e accompagnato da una web radio. Grazie al carattere immersivo di questa esperienza, il pubblico riesce a sentirsi partecipe anche essendo da solo nel suo salotto.

Digital Body

Digital Body è il progetto creato dal coreografo Alexander Whitley, per esplorare come la tecnologia può offrire nuove possibilità al mondo della danza. La tecnica esplorata è la motion capture, la registrazione dei movimenti tramite un sistema di telecamere, che permette una riproduzione di quei movimenti. Whitley ha registrato delle sequenze coreografiche e le ha messe a disposizione per gli artisti che volessero utilizzarle. Il coreografo ha anche rielaborato le registrazioni, con diverse tecniche di animazione 3D, creando un contenuto creativo basato sulle forme astratte. La sua idea è stata utilizzata anche al di fuori del progetto, ha permesso la creazione di un filtro di Realtà Aumentata su Instagram.

Reinventare una professione

I professionisti del settore dello spettacolo si sono dovuti riadattare nel periodo della pandemia, più di quanto non sia stato necessario per i lavoratori di altri settori. Questo ha creato grandi disagi e moltissimi problemi economici alle compagnie e aziende coinvolte. Allo stesso tempo però ha permesso di trovare applicazioni digitali in ambiti nuovi.

Gli insegnanti di danza, recitazione, e musica hanno seguito l’esempio della didattica a distanza, con tutte le complicazioni dovute alla mancanza di spazio e attrezzatura. Nonostante le difficoltà iniziali, diversi esperimenti hanno portato ad esperienze positive. I laboratori di coreografia hanno avuto luogo nelle case degli studenti, permettendo loro di confrontarsi con spazi diversi, di concentrarsi meglio, di subire meno la pressione del confronto.

Anche nella recitazione il lavoro di preparazione degli studenti è molto cambiato. Ne abbiamo parlato con Simone Adduasio, un ragazzo di 24 anni che studia Pedagogia a Milano, e segue un corso di recitazione presso una compagnia teatrale milanese. Nel periodo in cui il corso si è tenuto a distanza, le attività di training sono molto cambiate. Offline c’era un concetto di fisicità forte, lo spazio di lavoro era molto ampio, online gli esercizi si sono trasformati in attività da seduti, con esercizi più semplici e meno di movimento. Alcune esercitazioni che si svolgevano collaborando in gruppo sono diventate individuali.

Lavorando per trasmettere emozioni attraverso il movimento, questi cambiamenti sono stati piuttosto radicali per Simone ed i suoi compagni di corso. Da una recitazione a 360° si è passati ad una recitazione frontale, di fronte alla webcam. L’idea di palco è diventata “scena”, l’uso della voce è cambiato molto dovendo usare degli auricolari con microfono, tornando in presenza c’è stato il bisogno di fare esercizi mirati per recuperare.

I giovani lavoratori che si affacciano al mercato del lavoro devono puntare sulle loro competenze digitali, anche per promuovere il loro profilo professionale. A questo proposito è nato il progetto DigitACT: Developing Digital Skills for Young Actors and Young Performing Arts Technicians in the era of pandemic. Il supporto alla formazione avviene analizzando le competenze richieste dai paesi partner, e le loro esigenze specifiche.

Per approfondire

 

Cover image credit: Smithsonian (Accession number: 1902-1-604)

 

Chiara Giulia Stoppa



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