Metaverso: passato e futuro

Home / Blog / Design / Metaverso: passato e futuro3 Dicembre 2021Metaverso: passato e futuro

Il futuro di Internet sembra essere il metaverso, la nuova tecnologia che tutte le maggiori aziende stanno rincorrendo. In realtà è una tecnologia che esiste da diversi anni, ma le cui possibilità si stanno ampliando velocemente.
Il termine “metaverso” indica un’interazione virtuale in un ambiente tridimensionale. Oggi, gli obiettivi nello sviluppo di questa interazione riguardano soprattutto la realtà aumentata e le possibili applicazioni aziendali, di vendita, ed educative.

Rispetto ai metaversi già esistenti, ora è possibile aumentare la persistenza digitale – rendere l’esperienza “continua” – e la sincronia, per rendere più realistico l’ambiente virtuale. Alcune limitazioni ancora esistenti potrebbero essere una bassa qualità grafica, latenza che causa motion sickness (un senso di nausea), e la scarsa possibilità di movimento – in quanto la tecnologia VR è ingombrante.

In un metaverso è importante che l’utente/avatar si senta realmente calato all’interno dell’ambiente virtuale. Questa sensazione migliora anche la qualità delle interazioni. Inoltre sarebbe fondamentale creare interoperatività tra diverse piattaforme e servizi, in modo che ogni avatar possa spostarsi senza interferenze

Metaversi del passato

Facebook ha da poco reintrodotto il concetto di metaverso nel dibattito attuale. Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ha incentrato su questo argomento la conferenza Connect 2021. Nonostante sia quindi un argomento molto attuale, non è stato Zuckerberg a inventare il metaverso. Nei decenni passati ci sono state altre definizioni e applicazioni di questa teoria.

  • Neal Stephenson. Scrittore statunitense famoso soprattutto per il romanzo di fantascienza Snow Crash (1992). Proprio in questo libro emerge per la prima volta il termine “metaverso”. La descrizione dell’autore è di una realtà virtuale condivisa tramite internet, dove un nostro avatar ci rappresenta in modalità tridimensionale.
  • Second Life. Mondo virtuale elettronico digitale online, lanciato nel 2003. Questa piattaforma svolge il suo compito principale come chat, i cui utenti sono chiamati “residenti” ed entrano nel mondo virtuale tramite loro avatar. Oltre a comunicare con altri residenti, è possibile girare filmati, svolgere lavori che vengono remunerati tramite valuta virtuale, partecipare ad attività sociali (come concerti o mostre).
  • Videogiochi MMORPG (Multiplayer Online Role-Playing Game). Si tratta di videogiochi di ruolo online, a cui partecipano più persone contemporaneamente, interagendo tra loro. Uno degli esempi più famosi è World of Warcraft.
  • Black Mirror. Più recentemente, abbiamo trovato un esempio di Metaverso in – almeno – una puntata di questa serie, San Junipero (all’interno della terza stagione, uscita nel 2016 su Netflix). Questo episodio mostra un futuro non troppo distante da noi, in cui alcuni anziani abitano in una realtà simulata, dove la coscienza sopravvive anche alla loro morte.

Zuckerberg e Meta

Durante Connect 2021, Facebook ha annunciato l’inizio di un processo di rebranding, di cui vedremo il risultato finale solo tra qualche anno. L’azienda di Zuckerberg ha cambiato volto: è diventata Meta Platforms e trasporterà le proprie attività nel metaverso. Questo progetto prevede l’assunzione di moltissimo personale, anche in Europa. Diversamente da quanto si pensava all’inizio, nome e logo del social network non cambieranno. Perché il progetto si realizzi compiutamente e diventi fruibile da tutti ci vorranno almeno 5 anni. Nell’attesa sarà possibile sperimentare qualche anticipazione inserita nei social media attuali.

Per entrare nel metaverso di Facebook saranno necessarie delle interfacce, probabilmente dei visori VR. Già nel 2014, infatti, Zuckerberg ha acquisito la compagnia Oculus, che si occupa proprio di Realtà Virtuale. Esisteva già quindi un chiaro interesse a creare un nuovo spazio tridimensionale che unisse diversi servizi. L’esperienza di metaverso di Facebook però non sarà totalmente immersiva, saranno comprese alcune piattaforme social media in modalità tradizionale.

È già stata annunciata Horizon Workrooms, uno strumento con cui partecipare a riunioni con il resto dell’ufficio, attorno ad un tavolo virtuale. Una prima versione di questo software è già disponibile, con tecnologie hand tracking e spatial audio. Con hand tracking si intende la possibilità di interagire con il mondo virtuale senza un controller VR, ma tramite sensori che tracciano i movimenti reali; mentre spatial audio è un modo per creare il suono a 360° intorno all’utente, e non solo in direzione della fonte.

Non solo Facebook

La possibile evoluzione di Internet in direzione del metaverso rappresenta un’opportunità interessante per moltissime aziende. Sarà possibile sfruttare questo nuovo spazio per organizzare incontri, giochi, film, quasi ogni tipo di esperienza; perfino fare acquisti nel metaverso sarà reso possibile grazie alla tecnologia blockchain.

Alcune aziende che stanno investendo nel metaverso sono:

  • Microsoft. Su Microsoft Teams sarà possibile partecipare alle riunioni in versione avatar. Per questo non sarà necessario utilizzare apparecchi VR.
  • Alibaba. La multinazionale cinese ha già lanciato la Metaverse Art Exhibition, una sezione dello store con una commessa digitale iperrealistica. Durante questa esperienza di acquisto, i clienti potranno anche vedere delle opere d’arte virtuali, sponsorizzate dai marchi di abbigliamento acquistabili all’interno – Burberry è tra questi.
  • Niantic. Questa azienda è diventata molto nota per aver sviluppato il gioco Pokémon Go, che integrava la realtà aumentata nella ricerca dei Pokémon tramite smartphone. Anche Niantic intende ora costruire una realtà alternativa, in collaborazione con vari partner, a cui è lasciata libertà creativa. Tra i partner figura l’Historic Royal Palace di Londra, che sta utilizzando la Realtà Aumentata per dare vita ad un prato fiorito all’interno del fossato circostante. Grazie a questa tecnologia, sarà possibile raggiungere un pubblico nuovo e ampio.
  • Epic Games. Casa produttrice del gioco Fortnite, in cui sta nascendo un metaverso con moneta virtuale e la possibilità di giocare con altri avatar. Inoltre sono disponibili eventi di vario genere: è stato possibile assistere a concerti e trailer, e si può visitare un memoriale a Martin Luther King Jr.

In cerca di risposte

Le domande e i dubbi sulla tecnologia del metaverso sono già numerosi, e probabilmente aumenteranno. Se il futuro di Internet sembra essere il metaverso, sorge spontaneo chiedersi chi lo gestirà, e se ne basterà uno solo o se ne esisterà uno per ogni azienda che lo utilizza. A queste domande però non è ancora possibile rispondere, anche se Zuckerberg ha parlato di uno standard a cui le aziende dovrebbero adattarsi per creare uno scenario comune. Altre criticità riguardano il rischio per alcuni utenti di rifugiarsi nel mondo virtuale, di utilizzarlo come fuga dalla realtà. Le immagini che sono state rese pubbliche del progetto di Meta sono infatti idilliache, si vedono paesaggi naturali e interni di design. Se la regolamentazione dello spazio virtuale non sarà accurata, il rischio è di trasportare al suo interno anche tutti i vizi e i crimini che esistono nella società.

L’azienda Facebook/Meta è legata da qualche anno a controversie riguardanti la sicurezza e la privacy, soprattutto per quanto riguarda la raccolta di dati personali e la profilazione di massa. L’annuncio del rebranding arriva in un momento critico per la reputazione del social network, e potrebbe quindi essere stato fatto proprio per distogliere lo sguardo da queste problematiche.

Non possiamo ancora sapere quale sarà la portata effettiva del metaverso, ma c’è la possibilità che questo modifichi il modo in cui distribuiamo le risorse moderne. Prodotti, servizi pubblici e privati, potrebbero tutti essere integrati insieme in un mondo virtuale. Se veramente sarà possibile che miliardi di persone partecipino alla stessa esperienza contemporaneamente, sarà grazie a novità tecnologiche che ancora non sono funzionanti, su cui le grandi aziende stanno lavorando.

Per approfondire

Cover Image credit: The Met (Accession Number: 1980.502.53)

Chiara Giulia Stoppa



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