La scuola non si ferma: gli adolescenti dopo un anno di Covid

Home / Blog / Edu / La scuola non si ferma: gli adolescenti dopo un anno di Covid17 Febbraio 2021La scuola non si ferma: gli adolescenti dopo un anno di Covid

Gli adolescenti, che dal 10 marzo 2020 hanno iniziato a seguire le lezioni a distanza a causa delle misure adottate per la gestione dell’emergenza sanitaria, hanno perso 65 giorni di scuola nell’anno scolastico 2019-2020. I danni che questa interruzione ha provocato sugli studenti e l’entità della perdita formativa sono difficilmente calcolabili, ma l’indagine condotta da IPSOS per Save the Children, pubblicata alla vigilia della riapertura delle scuole a Gennaio 2021, cerca di mettere in luce le opinioni, il vissuto degli studenti e il loro stato d’animo dopo questi mesi di DAD e FAD.

La ricerca “I giovani ai tempi del coronavirus” prende un campione di 1000 studenti tra i 14 e i 18 anni che frequentano la scuola superiore di secondo grado, intervistandoli per tracciare un bilancio sull’anno appena passato. Quello che emerge dai risultati è una situazione critica.

Il 28% degli studenti dichiara infatti che dal periodo di lockdown di marzo almeno un compagno di classe ha smesso completamente di seguire le lezioni, mentre il 7% dichiara che i compagni che hanno interrotto la frequenza sono almeno 3. Per il 38% degli intervistati, la didattica a distanza è un’esperienza negativa. Tra le principali cause di queste interruzioni (o anche delle assenze sporadiche di chi non ha abbandonato il percorso scolastico) ci sono problemi tecnici dovuti alla copertura di rete e connessione ad Internet, ma anche la difficoltà a concentrarsi durante le lezioni online.

 

L’immagine che traspare è allarmante: Save the Children stima che 34.000 studenti sono a rischio di abbandono scolastico a causa delle assenze.

Le ripercussioni a livello sociale

L’impatto che ha avuto la didattica a distanza sugli studenti non si limita ad un calo del rendimento scolastico: la scuola infatti non è garante esclusivamente della formazione didattica, ma anche luogo dove avvengono la gran parte delle interazioni degli adolescenti con i coetanei e i propri pari, dove imparano a sviluppare capacità sociali ed emotive.

La lontananza dalle aule ha costretto i ragazzi a vivere le loro relazioni solo attraverso incontri virtuali, permettendo loro di comprendere l’importanza dell’uscire con gli amici e degli incontri “di persona”, non mediati da uno schermo. In un’età di profondo cambiamento e formazione come quella adolescenziale, questa privazione è stata emotivamente e psicologicamente provante: l’indagine rileva che il 59% degli intervistati è convinto che il lockdown abbia influenzato negativamente la propria capacità di socializzare, mentre poco più della metà sostiene che un anno di misure restrittive abbia messo alla prova alcuni legami già consolidati.

La difficoltà (data non dai mezzi, ma dalla limitata capacità di sfruttare il loro potenziale) di creare da remoto un ambiente che garantisca l’interazione sociale e l’apprendimento esperienziale, basato sulla sperimentazione di situazioni in cui l’alunno deve mettere in pratica le conoscenze acquisite partecipando attivamente per raggiungere un obiettivo , ha avuto un impatto molto negativo sull’umore dei ragazzi.

Per questo motivo, le scuole hanno l’opportunità (ma anche il dovere) di impegnarsi ulteriormente per aiutare i ragazzi ad affrontare questo periodo di crisi con attività extracurriculari che siano contemporaneamente espediente per mettersi in contatto con i compagni, momento di svago ma anche occasione per sviluppare competenze trasversali. Sono presenti alcuni esempi di scuole che sono riuscite ad integrare la didattica con attività ed esperienze (online o meno) chiave per lo sviluppo anche durante il lockdown.

La scuola non si ferma

Le iniziative sono diverse, ed è possibile segnalarle con una mail alla rubrica #lascuolanonsiferma, archivio online del Miur che le raccoglie per raccontare le  buone pratiche della scuola; queste attività sono esempio di un’istituzione che va oltre la formazione didattica, e accompagna i giovani nella loro crescita personale, nonostante i grandi limiti imposti dal momento storico.

BLOGIPSIA nasce nel 2016/2017 come giornale online degli studenti dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia, in provincia di Macerata, con destinatari privilegiati gli alunni con bisogni educativi speciali ma lasciando aperta la partecipazione a tutti gli studenti che volessero collaborare attivamente con la redazione. Durante gli anni il blog è cresciuto, ha cambiato struttura ed ora si presenta come luogo gestito dai ragazzi dei quattro indirizzi (Socio-sanitario, elettrotecnico, elettronico e meccanico), per trattare temi di attualità ma anche per riportare le notizie e le eccellenze della scuola; un modo per sfidare i pregiudizi di cui spesso gli istituti tecnici sono vittime.

A marzo 2020, poco dopo la sospensione delle attività scolastiche, la redazione ha dato vita ad una nuova rubrica: Noi siamo virali! per raccontare come professori e alunni stessero affrontando quei momenti difficili. Attraverso questa attività, cominciata come una sorta di laboratorio in presenza e continuata anche in periodo di isolamento, i ragazzi hanno la possibilità di collaborare ad un progetto di cui hanno piena responsabilità, consapevoli che il risultato (per quanto supervisionati dal referente) dipende esclusivamente dalla loro dedizione.

Gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Anton Giulio Bragaglia di Frosinone hanno creato la prima web radio della provincia, RadioMIA, che deve il suo nome alla collaborazione tra il Liceo Musicale, l’Ipsia e il Liceo Artistico; mettendo in gioco le competenze specifiche di ciascun indirizzo, nel 2017 nasce il progetto di una radio studentesca in streaming. Con l’avvento del lockdown primaverile, i ragazzi non hanno però interrotto il loro impegno: modificando il palinsesto, ogni mattina hanno suonato la campanella via radio, hanno introdotto dei programmi culturali di scienze, musica, storia con cui alternare la trasmissione di musica o di argomenti di attualità. Inoltre, hanno cercato di aiutare gli studenti ad affrontare un esame di maturità sui generis attraverso il racconto delle impressioni dei docenti e genitori, degli argomenti oggetto d’esame e delle performance degli studenti, fornendo la possibilità di riascoltare in streaming le dirette.

Anche la Ministra dell’Istruzione Azzolina ha commentato l’iniziativa ma soprattutto l’impegno dei ragazzi: “Voglio complimentarmi con i ragazzi e le ragazze di RadioMIA. In questi mesi hanno dimostrato resilienza e capacità di reazione di fronte ad una situazione così straordinaria come quella che abbiamo vissuto. Il loro progetto, la loro idea, la voglia di innovare e coinvolgere, è la dimostrazione di una comunità scolastica viva, entusiasta, positiva dinanzi alle difficoltà”.

A Catania, più precisamente nel Liceo Statale “G. Turrisi Colonna”, un gruppo costituito da studenti e professori ha realizzato e condiviso un video (girato interamente con cellulari) dedicando un estratto Cantaloupe Island di Herbie Hancock a tutta la comunità scolastica. Il gesto della formazione Jazz del Liceo Musicale, per quanto semplice, ha voluto dimostrare vicinanza a chi colpito maggiormente dalla situazione sanitaria.

Questi appena riportati sono solo tre dei numerosi esempi raccolti nell’archivio Miur, ma trasmettono l’importanza fondamentale dell’istituzione scolastica come supporto ai giovani e come luogo di crescita e formazione completa.

 

Per approfondire:



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