Intelligenza spaziale: collocarsi nel mondo

Home / Blog / Edu / Intelligenza spaziale: collocarsi nel mondo28 Luglio 2021Intelligenza spaziale: collocarsi nel mondo

C’è qualcosa in ognuno di noi che ci guida e ci orienta nella vita. Una bussola interiore che ci spinge a seguire la nostra strada e a trovare il nostro posto nel mondo. Seguila e goditi le tue scelte e sarà incredibile scoprire quanto lontano puoi arrivare. (Alejandro Jodorowsky)

Avere diverse doti intellettive, come l’orecchio assoluto, un buon senso dell’orientamento, saper fare calcoli a mente o essere in grado di parlare più lingue anche contemporaneamente è spesso motivo di vanto tra gli individui. Possedere l’intelligenza spaziale figura tra queste singolari capacità.

Lo psicologo e docente William Gardner si interessa da tempo al tema della multi-abilità e, in seguito a ricerche di natura empirica e teorica, ha individuato almeno 7 tipi di intelligenza innata che compongono quella che lui definisce intelligenza multipla:

  • Logico-matematica;
  • Linguistica;
  • Spaziale;
  • Musicale;
  • Cinestetica o procedurale;
  • Interpersonale;
  • Intrapersonale.

Questione di talento o di allenamento?

Queste abilità sono innate nell’individuo possono essere sviluppate con il tempo. Negli anni passati, molti ricercatori sociali si sono schierati da una parte o dall’altra nel binomio “talento o allenamento?”. Si è arrivati alla conclusione che una predisposizione è sicuramente un vantaggio, ma è anche una questione di atteggiamento. Infatti, per una migliore performance bisogna sempre porsi obiettivi e limiti, ed è quindi anche frutto dell’impegno una buona riuscita nello sviluppo di queste doti.

Tra le intelligenze elencate, Gardner definisce l’intelligenza spaziale una delle “risorse più stimabili della società” in quanto l’essere umano la utilizza anche senza rendersene conto.

Pensando alla vita quotidiana, Gardner riesce a rintracciare un esempio di utilizzo dell’intelligenza spaziale nel gioco degli scacchi: le pedine hanno una loro collocazione precisa e si muovono secondo schemi predeterminati. Certo, le doti matematiche e logiche (anch’esse facenti parte delle categorie di intelligenza multipla) sono importanti per questo tipo di gioco, ma ancora più importanti sono la capacità di analizzare le posizioni e sapere come muoversi secondo la situazione specifica.  Saper analizzare in maniera efficace una partita, porta lo scacchista a riconoscere le mosse e le aperture o chiusure chiamate pattern, come il “gambetto di donna” o “l’apertura siciliana” nella famosa serie La regina degli scacchi.

La protagonista di questa interessante serie sul tema degli scacchi riesce a proiettare sul soffitto – grazie alle sue doti mentali – una scacchiera e procedere nel visualizzare il gioco fino a saper predire le mosse avversarie e l’esito dell’intera partita. La scena citata – oltre ad essere un dettaglio che ritorna per tutta la durata della serie – è molto famosa. Quindi un chiaro esempio di cosa significhi intelligenza spaziale.

Vediamo ora che cosa comporta questo singolare tipo di abilità visuo-spaziale e perché è per noi fondamentale.

Il senso degli oggetti e dello spazio

Cominciamo con il dare una spiegazione delle diverse abilità che compongono l’intelligenza spaziale: un individuo spazialmente intelligente predilige il senso della vista, ha un buon senso dell’orientamento e nella visualizzazione non solo di mappe o carte geografiche ma anche di disegni, figure e diagrammi e sa come analizzarli da prospettive diverse. Infine, occorre non dimenticare che è sottintesa una memoria visiva più allenata nelle persone che hanno un’intelligenza spaziale più esercitata.

Essere dotati di questo sesto senso significa saper visualizzare nella propria mente le forme degli oggetti e la loro posizione, saper vedere le relazioni spaziali sottese tra loro e anticipare le nuove relazioni spaziali che seguirebbero con un movimento qualsiasi.

L’intelligenza spaziale a livello professionale

Queste skills tornano molto utili ad architetti e designer che tramite una loro figurazione della realtà riescono a vedere edifici e costruzioni già ultimate attraverso immagini mentali prima della loro effettiva realizzazione progettuale o fisica.

Anche gli appassionati di moda – o chi lavora nel settore moda a livello professionale – si avvalgono di questa facoltà attraverso i cartamodelli ovvero i pezzi che andranno a comporre i loro abiti una volta cuciti tra loro. Infatti, un capo d’abbigliamento finito è tridimensionale, mentre i cartamodelli permettono al vestito di rientrare nella bidimensionalità ed essere leggibili tanto da altri cartamodellisti quanto dai sarti che dovranno preoccuparsi di ultimare l’abito. Le parti del vestito vengono ricomposte insieme, quasi come il vestito fosse un puzzle. La proiezione dell’intelligenza spaziale in questo caso è quella che permette agli stilisti di visualizzare su carta o digitalmente un vestito, ancor prima della sua effettiva realizzazione.

Sono stati creati diversi test che hanno lo scopo di capire quanto sia più o meno sviluppata in noi questa competenza, così come esistono corsi adibiti all’insegnamento dell’intelligenza spaziale. Spesso si celano sotto forma di insegnamenti certifcati di professioni vere e proprie come corsi di fotografia, corsi di design, corsi di architettura e corsi progettazione 3D.

È perciò possibile allenare con corsi specifici questa particolare dote e perfino imparare dei mestieri che ne fanno un uso fondamentale.

Il senso dell’orientamento

Il nostro corpo occupa due coordinate ben precise nello spazio e nel tempo, le latine hic et nunc che indicano il qui e l’ora. Il tempo è scandito dal suo esaurirsi in minuti, ore e giorni; mentre per definire il luogo bisogna conoscere i 4 punti cardinali Nord, Sud, Ovest, Est e sapersi muovere al loro interno.

La struttura del cervello interessata a questa funzione è l’ippocampo, situato nella regione interna del lobo temporale; più precisamente è la corteccia entorinale ad esserne responsabile. Per questo motivo la malattia di Alzheimer (che coinvolge anche questa parte dell’organismo) si manifesta attraverso un peggioramento di senso dell’orientamento come uno dei primi sintomi più evidenti.

Tuttavia, non è tanto il perdersi che fa paura all’uomo ma il non sapere tornare dov’era. Da una prospettiva temporale ancestrale, gli uomini hanno condotto una vita errante: andavano a caccia seguendo gli animali e facevano ritorno solo in un secondo momento nei loro accampamenti. A quel tempo perdersi o meno era una questione di sopravvivenza perché qualora non ritrovassero la strada per tornare potevano arrendersi alla natura e, nei casi peggiori, morire. Gli strumenti per prevenire questi spiacevoli episodi – bussole, cartografie, sestanti – sono state inventate solo successivamente.

Mappe digitali presenti e smart-city future

L’intelligenza visuale e spaziale sta alla base anche di concetti più attuali e quotidiani, quali le mappe digitali. La cartografia e le mappe digitali sono infatti invenzioni più recenti ma sicuramente più sofisticate e complete: una voce ci conduce nel luogo che abbiamo precedentemente richiesto e non è necessario che si conosca a priori il tragitto che verrà percorso. Un netto cambiamento di vedere lo spazio urbano che ci circonda, tutto contrassegnato da punti di interesse.

Si è iniziato da diversi anni a parlare di smart city: in futuro si prevede che le città saranno ottimizzate nella loro organizzazione grazie alle innovative tecnologie; si occuperanno, tra le altre cose, di migliorarne la percorribilità per i cittadini.

Stiamo oggi vivendo un momento di trasformazione digitale: l’IoT (Internet of things) la realtà aumentata, la stampa 3D, il 5G sono strumenti che  contribuiscono a questo importante cambiamento, che vedrà investimenti – nelle diverse realtà locali – sempre maggiori negli anni a venire.

La città intelligente consentirà uno standard di vita elevato, sfruttando le risorse in modo smart ed ecosostenibile. Sarà l’integrazione dei sistemi di informazione e comunicazione a permetterlo, tuttavia non sarà solo quella dei singoli edifici – smart home e domotica – ma verrà infatti estesa anche all’intera città, diventando infine smart city.

Tendenze culturali odierne

Un’interessante riflessione ci riporta nuovamente al giorno d’oggi. Sembra quasi più difficile orientarsi, perché le mappe digitali ci hanno risolto il problema di dirigerci verso una destinazione che non conosciamo attraverso ad esempio Google Maps e Waze. Questo è un vero e proprio cambiamento rispetto al passato, quando per chiedere la strada ai passanti si doveva anche stare attenti ai piccoli dettagli che potevano costituire un riferimento cruciale per l’interlocutore. La tendenza a inserire la via della destinazione e controllare sullo schermo dello smartphone dove si sta effettivamente andando invece non ci permette di cogliere alcune piccolezze del mondo che ci circonda. La paura di sbagliare strada e allungarla è molto più sentita rispetto a quando si utilizzavano le cartine geografiche per orientarsi.

Infatti basterebbe dare un’occhiata al percorso che si sta per fare prima di iniziare a guidare, per ridurre al minimo errori di distrazione.

C’è chi sostiene perfino che il navigatore satellitare e le mappe digitali ci abbiano reso più pigri e che abbiano democratizzato la nostra capacità di spostarci. Sui giornali non sono pochi gli esempi di persone che per colpa del navigatore e la loro fiducia nei suoi confronti si sono perse.  Spesso questi episodi capitano anche a persone vicino a noi, come familiari e amici, che risolvono l’inconveniente raccontandoci l’episodio e facendosi con noi una risata.

 

Per approfondire:



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