Esperienze sociali multisensoriali

Home / Blog / Design / Esperienze sociali multisensoriali17 Luglio 2020Esperienze sociali multisensoriali

Forse pensiamo di poter ormai fare a meno delle protezioni individuali nei luoghi pubblici, ma le statistiche ci dicono che l’emergenza non è ancora finita. Perciò attrezziamoci e immaginiamo come farlo al meglio.

Nonostante il periodo estivo, e le immagini di moltitudini di persone in spiaggia a divertirsi al di là di ogni regola di distanziamento sociale, quando  le temperature si abbasseranno considerevolmente, il tema della convivenza delle persone in spazi chiusi tornerà di attualità per tutti. Vale la pena porsi il problema poiché non sappiamo se avremo nuovamente a che fare con il COVID-19 oppure no (e comunque ad oggi, il virus è ancora in circolo).

Le proposte innovative

La proposta fatta dai Flaming Lips al Tonight Show, in cui la band e tutto il pubblico erano avvolti singolarmente da bolle di plastica per evitare contagi e organizzare il distanziamento sociale, era una soluzione scenica. Tuttavia difficilmente praticabile in ogni circostanza.

Se il distanziamento sociale rimarrà la soluzione più diffusa per contrastare il diffondersi del contagio, sarà molto complesso organizzare manifestazioni in spazi chiusi. Per loro natura prevedono una stretta vicinanza tra le persone, se non proprio lo stringersi spalla contro spalla, che spesso consideriamo una condizione imprescindibile per vivere pienamente un evento live in forma collettiva.

Dovremo quindi rinunciare al contatto umano, a quel calore e a quell’atmosfera?

Il futuro dell’industria della musica e degli eventi è ancora incerto. L’economia che ne dipende sta mettendo a dura prova molte realtà, anche fra le più consolidate, come nel caso clamoroso della chiusura del Cirque du Soleil.

E proprio perché l’ambito è quello artistico, le soluzioni che vengono proposte sono anche quelle più creative. Ecco quindi che anche i designer, spesso con una visione rivolta verso l’immaginario della fantascienza, hanno cercato soluzioni inedite per sfidare i rischi della pandemia in modo decisamente appariscente (come la mascherina 3D personalizzabile e con filtro intercambiabile della WASP).

In missione spaziale sul dancefloor

Un progetto sicuramente avveniristico è la Micrashell. E anche se pare di vedere una scena di 2001 Odissea nello spazio, l’idea è reale e opera di Production Club, studio di Los Angeles specializzato in design per eventi, installazioni interattive e spettacoli di luce.

Micrashell nasce espressamente come soluzione per consentire alle persone di interagire in sicurezza, anche quando non è possibile mantenere le distanze sociali previste dalle attuali regole. Si tratta, prendiamo testualmente dal loro sito, di un accessorio “specificamente progettato per soddisfare le esigenze della vita notturna, degli eventi dal vivo e delle industrie dell’intrattenimento”.

Una tuta ermetica, prodotta con un tessuto resistente a tagli e danneggiamenti, che per volontà progettuale è stata pensata come un vero e proprio dispositivo di protezione individuale (DPI) altamente tecnologico, oltre che un appariscente costume da sfoggiare.

L’elmetto realizzato con materiali ibridi consente una visuale ottima e allo stesso tempo protegge utilizzando un sistema di filtraggio basato sullo standard N95 che trattiene i batteri presenti nell’aria.

Esperienza nell’esperienza

La sfida è di offrire la massima libertà di movimento a chi la indossa, nonostante le limitazioni che vengono imposte dalla situazione attuale, e permettere l’interazione sociale in un modo nuovo.

Ma trattandosi di un prodotto altamente tecnologico, viene offerto un valore aggiunto che trasforma l’esperienza dell’evento al quale di sta partecipando. Ad esempio, la feature più interessante è la possibilità di personalizzare il sistema sonoro interno della tuta.

Non è bello da dirsi, ma se vi è capitato di voler “silenziare” qualcuno nella vita reale, come possiamo fare ad esempio in un social network, questo è possibile farlo con Micrashell, selezionando chi o cosa ascoltare. L’audio in ingresso viene digitalizzato e selezionato, permettendo di regolare i livelli provenienti dalle diverse fonti acquisite dai microfoni presenti del casco.

Altre caratteristiche della tuta possono essere l’integrazione del telefono cellulare, il consumo di bevande, vapori, la comunicazione vocale tra due tute, una videocamera o la possibilità di aggiungere accessori alla moda. Se in una tuta si perdono molti elementi di comunicazione personale, si è cercato di ovviare a questo problema con l’inserimento di un sistema di luci personalizzabili con lo scopo di fornire indicazioni sull’umore di chi le indossa.

Un vestito espandibile

Il progetto Micrashell è in fase prototipale, ma l’idea è già quella di fornire un kit personalizzabile tramite elementi stampati in 3D e una sensoristica gestita tramite microcontrollore.

Una tuta di questo tipo diventa qualcosa di simile ad una “piattaforma indossabile espandibile”, totalmente personalizzabile, e questo solletica molto il nostro immaginario…

Foto di Production Club ©

 

Foto di Production Club ©



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