Playing Inside Bubbles

Home / Blog / Design / Playing Inside Bubbles10 Luglio 2020Playing Inside Bubbles

Da ormai un mese alcune nostre abitudini sono tornate ad una sorta di normalità, ma non tutte.

Infatti se in qualche modo è consentito rivedere amici e tornare a frequentare i locali, alcuni spazi pubblici o condivisi devono ancora aspettare a riaprire seguendo un principio di massima tutela e sicurezza.

UN NUOVO MODO DI VIVERE I CONCERTI

Ad esempio i luoghi per seguire un concerto. Possiamo immaginarli come completamente cambiati nella configurazione, nei modi di fruizione o semplicemente rimarranno chiusi? In sostanza, come verranno vissuti i concerti dopo il coronavirus?

Se è poco quello che sappiamo su come saranno regolamentate le manifestazioni che raccolgono molte persone, al di là della regole base sull’uso di mascherine e il distanziamento sociale minimo di un metro; ciononostante cantanti e artisti nei diversi ambiti performativi pensano a ripartire sfruttando la loro capacità creativa e adottando soluzioni inedite e spettacolari!

Tra questi c’è chi ha ideato una tuta spaziale per partecipare agli eventi e frequentare locali senza correre rischi di contagio, oppure chi come i Flaming Lips ha pensato, in tempi non sospetti a dire il vero, ad una soluzione che trasforma il pubblico stesso in una parte dello show. Vediamo quindi alcune idee emerse in questi mesi.

RIPENSARE L’INTRATTENIMENTO (E LA VISIBILITÀ)

Per tenere alto il morale dei propri, fan costretti in casa per la quarantena, molti artisti in questi mesi si sono impegnati a produrre e condividere materiali video, live-stream, addirittura concerti con i membri del gruppo in sincrono ma da remoto. In molti casi questa visibilità è servita a supportare associazioni impegnate nella lotta al virus, attraverso raccolte fondi.

Una delle iniziative più importanti in termini di realizzazione è stato il concerto in live-stream organizzato da Lady Gaga e Global Citizen per celebrare e finanziare i lavoratori impegnati nella lotta al virus. Il concerto, annunciato da World Health Organization (WHO), è durato ben sei ore, con star della musica internazionale, quali Rolling Stones, Elton John e Stevie Wonder, per citare alcuni nomi capaci di richiamare un grande pubblico online.

Oltre cento personalità tra musicisti, attori, presentatori e sportivi sono stati capaci di generare una raccolta fondi di 50 milioni di dollari, per supportare le azioni di contrasto al coronavirus.
Ma ci sono state anche tantissime iniziative locali organizzate da teatri, cinefili e artisti in genere che hanno deciso di reinterpretare il loro ruolo, pur nel rispetto delle disposizioni dei rispettivi governi.

UN PUBBLICO NELLE BOLLE

A quanto pare il tema del distanziamento sociale per i Flaming Lips non è un problema. Nella puntata del The Late Show con Stephen Colbert del 10 Giugno, la band ha suonato un classico della loro discografia “Race For The Prize”, con un pubblico minimo, che tuttavia si poteva configurare come un piccolo assembramento.

Ed ecco la soluzione geniale. I membri della band ma anche ogni singolo spettatore era inserito in una enorme bolla gonfiabile. Quello che era un classico espediente scenico, suonare in una bolla di plastica (spesso usata dal frontman Wayne Coyne per rotolare sul pubblico, in una variante originale del crowd surfing) è stato esteso al pubblico.

Il pubblico, senza dimenticare mascherina e guanti, ha così potuto partecipare al concerto in sala, diventando protagonista. Una soluzione ingegnosa che non ha limitato per nulla il divertimento!

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?

Quella dei Flaming Lips è stata poco più di una simulazione con poche persone, ma ha offerto una visione diversa di cosa potranno essere i concerti nella fase di coesistenza con il COVID-19.

“Anche se cammino nella bolla spaziale dei nostri spettacoli“, ha detto il leader della band in un’intervista per Desert Daze “non voglio davvero essere nella bolla della mia vita. Voglio stare con tutti voi“.

I social network ci hanno abituati ad un diverso tipo di relazioni personali, oggi la pandemia ci ha costretti ad una separazione fisica per mesi e, a dire il vero, gli strumenti digitali ci sono stati di grande aiuto. L’auspicio è ora quello di tornare pienamente a vivere momenti di aggregazione in spazi e luoghi condivisi.



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