Taiwan. Hub mondiale della tecnologia

Home / Blog / Work / Taiwan. Hub mondiale della tecnologia24 Settembre 2020Taiwan. Hub mondiale della tecnologia

Taiwan ha alle spalle una storia peculiare che l’ha resa unica nel panorama mondiale. Sede del governo prima della rivoluzione di Mao, oggi vive in una condizione a metà tra le pressioni di Pechino – che vedono l’isola come parte della Repubblica Popolare Cinese – e la mancanza di un riconoscimento universale come entità statale autonoma. Una questione irrisolta, di difficile gestione e che influenza costantemente le sue scelte economiche e politiche. Tuttavia, in questa condizione non chiara Taiwan è riuscita ad emergere a livello globale grazie alle sue industrie tecnologiche e la sua posizione geografica strategica, diventando una naturale “porta dell’Asia”.

In un mondo fortemente interconnesso (globalizzato) i flussi economici e quelli di persone si muovo molto più di un tempo. Questo, com’è noto, è anche una delle ragioni della diffusione planetaria del recente un virus, che avrebbe potuto rimanere confinato in una parte di mondo, invece di diventare globale. Taiwan, segno di un sistema organizzativo che funziona efficacemente, pur essendo molto vicina al presunto epicentro della diffusione del virus ha reagito adottando adeguate strategie di contenimento, .

Tempestivamente ha bloccato i voli in ingresso da Wuhan e ha interrotto l’esportazione di mascherine, (per riprenderla in seguito, una volta avuta la certezza di averne abbastanza per la popolazione locale). Si è avvalsa di una tecnologia di frontiera, quale l’analisi avanzata dei Big Data, per tracciare e analizzare l’andamento del virus e intervenire puntualmente per contenerlo, diffondendo alla popolazione comunicazioni sulla disponibilità di mascherine e informazioni per tracciare i contagiati.

Tutti i cittadini taiwanesi, per limitare le uscite e le code davanti alle farmacie, hanno potuto ordinare mascherine online per poi recarsi in loco a ritirarle una volta disponibili. Lato industriale è interessante raccontare il progetto Brain Navi, azienda locale, che ha messo a punto un braccio robotico che integra riconoscimento facciale e immagini 3D. Il braccio robotico è stato progettato con lo scopo preciso di eseguire tamponi, così da limitare il contatto tra umani e la diffusione del virus, oltre a liberare tempo e personale per altre esigenze.

Una potenza mondiale in scala ridotta

Taiwan viene da più parti definito un hub mondiale per le tecnologie. Ciò si può dire per diversi motivi:  grazie alla sua posizione geografica strategica nel Mar di Formosa, alla presenza di molteplici cavi oceanici di trasmissione che la rendono iperconnessa e alla quantità dei distretti di ricerca.

Il successo di Taiwan è dato da un oculato investimento per entrare nelle catene globali del valore, arrivando ad assumere un ruolo di spicco dopo aver attraversato in poco tempo tutte le fasi di sviluppo industriale, arrivando da qualche tempo a possedere molte tecnologie di ultima generazione. Secondo il WEF (World Economic Forum) Taiwan dopo il periodo 1966-1979 caratterizzato da un’economia di esportazioni, e 32 anni caratterizzato da un incremento dell’efficienza produttiva, dal 2011 è entrata nel terzo stadio dello sviluppo, assumendo il ruolo di innovatore. Un processo lungo più di 50 anni, i cui risultati sono evidenti a tutti.

Taiwan è grande un decimo dell’Italia ma è molto avanzata a livello tecnologico e commerciale. Si tratta infatti delle ventiduesima potenza al mondo per PIL ed è la settima in Asia. Deve la sua “fortuna” nell’aver puntato molto sullo sviluppo delle tecnologie legate all’ICT (Information and Communication Technologies).

Produzione di semiconduttori

Taiwan è inoltre sede della più importante “fonderia” mondiale di semiconduttori. Attraverso TSMC  (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), l’isola è la leader globale nella produzione di semiconduttori e componenti per i circuiti integrati. I semiconduttori sono prodotti realizzati principalmente con silicio e sono la base di tutte le apparecchiature informatiche, quali chip, transistor e led per citarne alcuni. Questi componenti sono parte fondamentale di ogni hardware e il loro utilizzo varia su diversi fronti, dallo smartphone ad apparecchiature militari.

TSMC ha assunto il suo ruolo leader grazie all’innovazione nella produzione di chip sempre più piccoli. Fu la prima ad utilizzare processi produttivi a 7 nanometri. Ma come ogni azienda leader che si rispetti, vuole mantenere la sua posizione, pertanto ha investito sulla possibilità di utilizzare dei processi produttivi a 3 nanometri. Questo passaggio dovrebbe garantire maggiore velocità di esecuzione e di processo del circuito integrato. Basti pensare che TSMC è il fornitore principale dei maggiori produttori di device per la comunicazione (smartphone per esempio), quali Apple e Huawei.

Come riporta l’Ufficio italiano di promozione economica commerciale e culturale (UIPECC), Taiwan si è inserita negli ultimi cinquant’anni nella catena mondiale di fornitura di componenti per l’elettronica, da cui trae i maggiori ricavi. Infatti pur rappresentando uno dei leader dell’innovazione tecnologica mondiale, il suo ruolo principale è quello di fornitore di componentistica per i produttori di altri Stati.

Oltre l’80% dell’export dei prodotti delle aziende taiwanesi sono intermedi (semiconduttori e parti di ricambio per l’industria ICT) e il 67% della produzione mondiale di semiconduttori è localizzata a Taiwan o comunque riconducibile ad azione taiwanesi.

E sempre l’UIPECC riporta come sull’isola “ci siano grandi opportunità per lavorare nei settori del cloud computing, dell’Internet delle cose,  dell’IT verde, della telematica e delle applicazioni software su per mobile”.

Un ecosistema adatto alle startup

La produzione e il commercio che transita o nasce a Taiwan è basato anche sullo sviluppo della conoscenza, che ha un ruolo centrale nel sistema-paese. Il sistema educativo di Taiwan infatti forma ogni anno circa 10.000 informatici e laureati in gestione dei servizi informativi.

L’isola asiatica offre infatti molte opportunità agli innovatori più avanzati, ovvero le startup tech, e promuove attivamente le piccole e medie imprese ad alto valore tecnologico. Sempre secondo l’UIPECC, il governo taiwanese offre diversi programmi a sostegno di queste imprese. Due in particolare attraggono maggiore attenzione: la Taiwan Tech Arena e il Taiwan Startup Stadium. Il primo è un incubatore gestito dal Ministero per la Scienza e la Tecnologia e dall’Istituto di Ricerca per la Tecnologia Industriale. Il secondo, patrocinato e sostenuto dal Consiglio Nazionale per lo Sviluppo, è un incubatore che ospita 150 startup.

Taiwan è un polo attrattivo per diversi motivi, uno dei quali potrebbe essere il contesto normativo chiaro e snello, che diventa un elemento di attrazione non da poco (ma non l’unico).

Come riferisce il CEO di PharmaEssentia Ko-Chung Lin “Ho scelto di stabilire la mia azienda qui piuttosto che negli Stati Uniti perché è probabilmente il posto migliore al mondo per raccogliere capitali per un’azienda biotecnologica”. Inoltre, aggiunge Lin “Taiwan può essere piccola, ma tutte le infrastrutture sono qui, l’ambiente normativo è relativamente rilassato, la protezione estesa alla proprietà intellettuale è eccezionale e abbiamo buoni ingegneri”.

Infatti già negli anni ‘80 Taiwan ha identificato il settore delle biotecnologie come un asset dell’industria del futuro, beneficiando di ingenti investimenti statali. Taiwan ha al suo interno sei grandi centri di ricerca e istituti sulle bio e nanotecnologie. Diversi settori sono interessati dalle bio e nanotecnologie, ma sembra che un’attenzione particolare a Taiwan sia rivolta all’utilizzo delle suddette tecnologie nel campo dell’agricoltura. Il tutto a ricerca del beneficio per la sostenibilità ambientale e del consumatore.

 

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