Legge Sabatini

Home / Blog / Work / Legge Sabatini15 Ottobre 2020Legge Sabatini

La legge Sabatini è una delle più longeve del settore industriale. Promulgata la prima volta nel 1965 da parte di Arnaldo Sabatini, prima operaio e sindacalista poi deputato per la DC, è stata rifinanziata anche quest’anno.

La legge è stata concepita per dare impulso e stimolare le piccole e medie imprese all’acquisto di nuovi macchinari nel periodo del Boom economico. Ai giorni nostri l’obiettivo è sempre quello di offrire un sostegno finanziario alle piccole e medie imprese per l’innovazione del parco macchine.

NUOVA LEGGE SABATINI

Anche quest’anno, il 2020, la legge è stata rifinanziata. Prima dalla manovra 2020 poi dal Decreto Agosto. Il finanziamento è rivolto alle imprese micro, piccole e medie. Prevede un contributo da parte del MISE (Ministero dello sviluppo economico) che ha lo scopo di coprire gli interessi, al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali. Tra le novità, la soglia per il contributo in un’unica soluzione è passata da 100mila euro a 200mila euro. Per dare maggiore impulso nelle zone del Mezzogiorno, la soglia per il contributo per gli investimenti in tecnologie digitali è raddoppiata e passa da 3,575% a 7,15%. Inoltre, la banca o l’intermediario finanziario o il confidi che rilasciato la garanzia di prima istanza alla banca o intermediario finanziario, possono richiedere l’accesso al “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”. Questo contributo prevede una copertura fino ad un massimo di 5 anni e fino all’80% della spesa complessiva per l’acquisto di nuovi macchinari (non sono validi i macchinari usati o rigenerati) del valore compreso tra i 20mila e i 4 milioni di euro. Fino a dicembre 2019 il tetto massimo era di 2 milioni di euro.

A CHI SI RIVOLGE

La Nuova Sabatini è rivolta come dicevamo alle micro, piccole e medie imprese. Per potervi accedere devono essere iscritte regolarmente nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca; essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedura concorsuale; non avere ricevuto (e nel caso restituito) gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; non siano imprese in difficoltà; hanno sede in uno stato membro dell’UE e provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

Non tutti i settori però possono accedere ai contributi della Nuova Sabatini. Anzi per meglio dire, sono ammessi tutti i settori, inclusi agricoltura e pesca, tranne:

  • attività finanziarie e assicurative.
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

QUALI BENI SI POSSONO ACQUISTARE

I fondi della Nuova Sabatini devono essere indirizzati verso l’acquisto di determinati beni:

  • Beni nuovi. Non si applica la Nuova Sabatini nel caso di acquisto di macchinari usati o rigenerati.
  • I beni non devono essere riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.
  • Non possono essere spese riguardanti terreni o fabbricati.
  • I beni devono essere riferibili a “impianti e macchinari” “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”. Devono essere spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile.
  • I beni possono essere software e tecnologie digitali.
  • I beni devono avere una propria “autonomia funzionale”, cioè non possono essere acquistati parti o componenti di un bene. Il macchinario dev’essere, per semplificare, “intero”.
  • I beni devono essere strettamente correlati e riconducibili all’attività svolta dall’impresa.

CARATTERISTICHE FINANZIAMENTO

La Nuova Sabatini prevede la possibilità di erogazione del finanziamento unicamente di un bene per domanda di finanziamento. Se come impresa necessito di acquistare ad esempio tre macchinari ammissibili, devo presentare tre domande diverse specificatamente per ogni bene che intendo acquistare. L’impresa, una volta ottenuto il finanziamento, deve provvedere all’ultimazione dell’investimento entro 12 mesi dalla data di stipulazione del contratto di finanziamento. In caso negativo, l’impresa perderà il contributo.

Il contributo statale come accennato in precedenza prevede una variazione da 2,75 punti percentuali a 3,575 (fino a 7,15 per le aree del Mezzogiorno). La distinzione è data dalla diversa natura del bene. Ordinario o digitale. Nel primo caso sono beni funzionali all’attività dell’impresa ma che non caratterizzano la sfera digitale. Nel secondo caso sono beni “diretti” allo sviluppo dell’industria 4.0, con beni proiettati principalmente all’interconnessione aziendale. Per quanto riguarda i beni digitali, per accedere al finanziamento bisogna che presentino due su tre delle seguenti caratteristiche: avere un sistema di telemanutenzione, telediagnosi o controllo da remoto, possedere appositi sistemi composti da set di sensori che monitorino in modo continuato le condizioni di lavoro e i parametri di processo, ricalcare il modello cyberfisico. Per i beni che soddisfano solo uno di questi tre requisiti dev’essere presentata domanda per i beni ordinari.

Secondo il sito del MISE, al 02 ottobre 2020, lo stanziamento disponibile ammonta a poco più di 2 miliardi di euro (2.098.862.734 €). Di questa cifra, ancora disponibile rimangono 221 milioni di euro (221.080.140 €). In percentuale si può dire che l’89% del contributo disponibile è stato prenotato. Ciò rende bene l’idea del successo che ha la legge Sabatini e non è una sorpresa che venga rifinanziata frequentemente.

REGOLE CUMULABILITÀ AGEVOLAZIONI

La Nuova Sabatini non è considerato un aiuto di Stato. Ciò permette all’impresa, o imprenditore, la possibilità di cumulare agevolazioni per l’acquisto del bene. La condizione per il cumulo è diverso dai settori industriali:

Per le imprese operanti in settori diversi da agricoltura e pesca, tale cumulo non deve comportare il superamento delle intensità massime previste dall’articolo 17, comma 6, del Regolamento (UE) n. 651/2014 (Regolamento Gber). In particolare, per le micro e piccole imprese si riferisce al 20% dei costi ammissibili. Nel caso delle medie imprese ammonta al 10% dei costi ammissibili.
Per le imprese operanti nel settore agricolo, tale cumulo non deve comportare il superamento delle intensità massime delineate dall’articolo 14, comma 12, del Regolamento (UE) n. 702/2014. In particolare al 50% dei costi ammissibili, nelle regioni meno sviluppate al 40% dei costi ammissibili, nelle altre regioni.
Per le imprese operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura, tale cumulo non deve comportare il superamento delle intensità massime  previste dall’articolo 95, paragrafo 1, del Regolamento (UE) n. 508/2014, ossia pari al 50% dei costi ammissibili.

Per approfondire:



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