Applicazioni anti-covid della robotica

Home / Blog / Design / Applicazioni anti-covid della robotica28 Agosto 2020Applicazioni anti-covid della robotica

Il ruolo dell’automazione a supporto della attività umane è un tema dibattuto e non privo di criticità, in particolare con l’emergere massiccio dell’intelligenza artificiale, che permettere un alto grado di autonomia decisionale del sistema informatico che guida l’automazione. Le implicazioni della robotica sono varie, sia dal punto di vista etico (cosa può fare un robot e cosa non deve assolutamente fare), ma anche sotto l’aspetto dell’inserimento delle macchine in mansioni prima attribuite a persone.

Non è certo un processo nuovo ed è una tendenza in costante aumento, anche se negli ultimi anni lo sviluppo dell’informatica da un lato e delle politiche che vanno sotto l’etichetta di Industria 4.0 hanno dato una fortissima accelerazione.Come sempre gli aspetti negativi e positivi di un’innovazione tecnologica devono essere misurati e possibilmente orientati per portare il maggiore beneficio possibile alla comunità.

Durante la prima ondata di diffusione del covid si sono moltiplicate le proposte di soluzioni industriali, ma anche autoprodotte (di questo ne riparleremo con maggiore profondità). Alcune sono sembrate particolarmente ingegnose e di grande sostegno al miglioramento delle condizioni generali di salute, piccoli cambiamenti che segnano il passo di un cambiamento più grande nel quale siamo totalmente immersi, che piaccia o no.

Gli ospedali sono strutture dove lo stato della pulizia e dell’igiene generale sono aspetti da controllare costantemente, impiegando risorse e tempo. In epoca di Covid questi aspetti sono diventati ancora più centrali, e non solo in ambito sanitario, ma anche in uffici e locali pubblici.
E il tema sanificazione rappresenta un caso interessante di come i robot siano diventati un supporto importante nell’adempiere a questi obblighi.

Sorgenti luminose per sanificare

L’azienda danese UVD Robots, ha prodotto un robot dedicato alla disinfezione degli ambienti, autonomo, capace di spostarsi nella struttura riconoscendo l’organizzazione degli spazi, arrivando anche a salire sull’ascensore, il tutto programmandolo o all’occorrenza pilotandolo tramite app.

Lo staff che si occupa delle pulizie si limita quindi a monitorare il percorso del robot e a verificare l’esecuzione delle attività. Per disinfettare ciascuna stanza ci vuole un tempo stimato di circa 10 minuti e le macchine hanno in totale anche fino a 5 ore di autonomia (pari a 9-10 camere).

Viene dichiarato che è in grado di eliminare il 99% dei batteri presenti, sfruttando la tecnologia delle luci UV. Insomma, un bel risparmio di tempo e di personale, che può essere dedicato ad attività maggiormente critiche.

“Utilizziamo gli effetti delle sorgenti luminose ad alta intensità per pensare alla tecnologia robotica in modi che migliorano l’ambiente di lavoro, i livelli di sicurezza dei pazienti e l’efficienza operativa” ha affermato l’amministratore delegato Per Juul Nielsen.

Dai campi alle strade

Un’idea simile, ma diversa nella realizzazione finale, è quella che sta alla base di un robot prodotto in Cina dalla XAG, il nome è una sigla che fa pensare ad un film di fantascienza: R80.

Robot inizialmente pensato per l’agricoltura, che è stato trasformato per sostenere l’azione degli operatori sanitari nella lotta al virus.

L’azienda ha quindi effettuato un cambio di applicazione delle sue tecnologie, passando dalla nebulizzazione di prodotti destinati ai campi, alla pulizia e sanificazione delle strade (tipologia di intervento eseguito in tante città, tra le quali Milano). Anche in questo caso il macchinario si muove autonomamente, evitando ostacoli e all’occorrenza viene controllato da remoto.

Anche il delivery del food si automatizza

La Cina essendo stata la prima nazione ad essere colpita dal virus ha avuto una reazione massiccia per contenerlo, trovando soluzioni innovative grazie anche al suo forte know-how in ambito tecnologico.

Per raggiungere l’obiettivo di una minore mobilità delle persone al di fuori delle proprie abitazioni (peraltro espressamente vietata) sono state automatizzate anche le consegne a domicilio di cibo (ma non solo) tramite carrelli pilotati a distanza.

In alcuni casi si è arrivati alla consegna aerea tramite droni, con lo scopo di ridurre al minimo l’interazione tra le persone ma anche di trovare soluzioni più efficaci per le consegne. Wing, l’azienda di Google per le consegne a domicilio via aerea, e Amazon, con il servizio Prime Air, sono attive in questo campo da tempo. Per ora le consegne con i droni sono disponibili solo in alcuni paesi, ma è molto probabile che in futuro saranno uno dei metodi di spedizione preferiti (anche perché più ecologici e meno inquinanti).

Anche in Italia abbiamo dei progetti interessanti. Uno di questi è il progetto Yape, sempre pensato per consegnare la spesa a domicilio. Si tratta ancora una volta di un robot con guida autonoma, già utilizzato in Giappone.

Il progetto della società e-Novia, consiste in un veicolo dotato di vano porta pacchi, in grado di trasportare oggetti fino a 30 kg e camminare su marciapiedi e piste ciclabili riconoscendo, nel tragitto, segnali stradali, semafori e pedoni.

 

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