Agricoltura 4.0 – verso il futuro

Home / Blog / Work / Agricoltura 4.0 – verso il futuro11 Novembre 2021Agricoltura 4.0 – verso il futuro

L’agricoltura 4.0 sfrutta robotica, intelligenza artificiale e Big Data per aumentare la produzione e renderla più sostenibile.

L’agricoltura è in continuo cambiamento e aggiornamento, soprattutto grazie all’ausilio delle nuove tecnologie digitali. Le novità hanno permesso di incrementare e migliorare la produzione, aumentare la sostenibilità dei prodotti, garantire condizioni di lavoro migliori. Potenziare lo sviluppo tecnologico in ambito agricolo è anche uno degli obiettivi inseriti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Grazie ai nuovi macchinari e all’aumento dell’elettricità disponibile per alimentarli, è stato possibile accrescere il rendimento dei campi. Per questo motivo, il numero di lavoratori nel settore agricolo si è ridotto rispetto al secolo scorso. L’insieme di questi fattori ha favorito lo spostamento verso la digitalizzazione dell’intero processo produttivo.
Per semplificare questo sviluppo, sono nate delle strutture organizzative ibride, che facilitano la cooperazione tra aziende agricole e permettono di raccogliere ed elaborare un grande numero di dati.

Le tecnologie digitali in uso

Le innovazioni sono in crescita costante, tra le tecnologie in uso troviamo:

  • Agriculture Intelligence. L’intelligenza artificiale applicata all’agricoltura 4.0 porta ad uno sviluppo dell’agricoltura di precisione (precision farming), nata negli anni ‘80. L’ambito che maggiormente riguarda l’agricoltura di precisione è la robotica. L’applicazione all’agricultural intelligence ha permesso di realizzare raccoglitori automatici e droni che estirpano le erbacce ed utilizzano pesticidi. Dato che le immagini satellitari individuano con precisione gli organismi estranei, l’area di intervento del robot è circoscritta, e vengono utilizzati meno componenti chimici.
  • Sensori e telecamere. Permettono di monitorare la crescita del raccolto, segnalare problematiche direttamente ad uno smartphone, indicare il momento migliore per la raccolta. In questo modo si sviluppa un tipo di agricoltura meno invasiva, che richiede minore intervento umano e lavorazioni del terreno.
  • Big Data analytics. Alcune aziende stanno creando software di analisi in grado di svolgere le funzioni di gestione dell’azienda agricola e migliorare i ritmi lavorativi dei dipendenti.
  • Blockchain. Si tratta di una tecnologia che unisce il controllo peer-to-peer alla crittografia. Così facendo, rende possibile una raccolta dati molto sicura. Nell’ambito dell’Agricoltura 4.0 viene utilizzato per aumentare trasparenza e immutabilità dei dati.
  • 5G. Tecnologia che  consente di sfruttare una connessione molto veloce consumando meno risorse energetiche. Nell’ambito dell’agricoltura di precisione permette di ricevere i dati dai macchinari connessi tra loro. A Barolo (CN), località storicamente famosa per il vino, Tim ha installato antenne 5G per gestire i vigneti in modo più consapevole.

Sondaggio tra i lavoratori agricoli

Sempre più lavoratori agricoli sono interessati a implementare la loro produzione con tecnologie digitali e metodi innovativi. Questo emerge dall’indagine condotta nel giugno 2021 dall’Università degli Studi di Bologna sulla piattaforma Image Line, coordinata dal ricercatore Carlo Giua. Sono stati intervistati 1.000 lavoratori, e di questi il 65% ha dichiarato di voler investire nello smart farming (agricoltura intelligente). Dei dipendenti coinvolti, il 51% ha già utilizzato alcuni strumenti digitali nell’azienda in cui lavora. Tra questi, il 73,9% ha utilizzato sistemi gestionali.

Dal sondaggio viene messo in evidenza che le tecnologie di smart farming sono utilizzate nelle grandi ditte, soprattutto con una direzione giovane. Infatti il design dei devices risulta difficile da comprendere per gli agricoltori meno abituati alla tecnologia.

Altri dati riguardanti la situazione italiana provengono dall’Osservatorio Smart AgriFood, promosso dal Politecnico di Milano e dall’Università degli Studi di Brescia. L’Osservatorio ha come obiettivo la comprensione delle innovazioni e la rielaborazione dei dati. Gli studi rilevano che il mercato del digitale in agricoltura è cresciuto del 22% negli ultimi 3 anni.

Le nuove professioni

Attivare nuove competenze nei settori di assistenza e consulenza è fondamentale per aumentare la digitalizzazione dei processi agricoli. Diverse imprese e startup si occupano di fornire servizi e professionisti che possano accompagnare le aziende agricole nella loro trasformazione.
Il numero di professionisti coinvolti al momento nell’agricoltura digitale non è proporzionato al potenziale di crescita del settore. Nei prossimi anni si apriranno molte opportunità di lavoro, per cui è necessaria una formazione e delle competenze specifiche.

Tra i profili professionali emergenti:

  • GIM (Geographic Information Manager). Figura che si occupa di fare un uso consapevole dei dati geografici, applicandoli alle tecnologie necessarie.
  • Data analyst. Una professione già esistente, ma che non era richiesta nelle prime fasi della produzione agricola, come lo studio del terreno. In futuro saranno invece fondamentali in ogni passaggio, per interpretare i dati forniti dalle nuove tecnologie.
  • Agricoltore biologico. A metà tra contadino e imprenditore; svolge il lavoro manuale in modo eco-sostenibile. Ha tra le sue responsabilità l’ottimizzazione della produttività della terra, il monitoraggio delle condizioni del suolo, la commercializzazione strategica dei prodotti.
  • Ingegnere agrario. Figura che nasce con un corso di studi creato nel 2021, Agricultural Engineering. Questa specializzazione nasce da una collaborazione tra il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica. Le conoscenze fornite avranno una forte connotazione multidisciplinare. L’ingegnere agrario sarà in grado di creare sensori e dispositivi di robotica, utilizzati in agricoltura ed allevamento.

Progetto SEED

L’Italia è coinvolta nel processo di formazione di nuove competenze professionali, e ha fatto parte del Progetto Europeo SEED (Smart Entrepreneurial Education and training in Digital farming), attivo dal 2018 al 2020, coordinato da UmbraFlor. I 7 partner ed i 13 partner associati sono stati finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ per la progettazione di un profilo di qualifica innovativo in agricoltura digitale.

Il Progetto si propone di aumentare il tasso di occupazione dei giovani in agricoltura, preparare professionisti con competenze tecnologiche e trasversali, diffondere l’apprendimento delle tecniche di smart farming. Questi obiettivi verranno raggiunti grazie ad esperienze di mobilità e all’apprendimento basato sul lavoro. Grazie a SEED è nata la figura professionale del facilitatore della trasformazione digitale nell’impresa agricola. Il progetto ha favorito la cooperazione tra PMI e professionisti qualificati.

Per approfondire

cover image credit: Smithsonian (Accession number: 1967-10-14-f)

Chiara Giulia Stoppa



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