Agenda 2030, a che punto siamo?

Home / Blog / Design / Agenda 2030, a che punto siamo?28 Gennaio 2022Agenda 2030, a che punto siamo?

Cos’è l’Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. L’Agenda 2030 si articola in 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016 e i Paesi si sono impegnati a raggiungere gli obiettivi entro il 2030.

I 17 obiettivi sono:

  1. Sconfiggere la povertà: Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo
  2. Sconfiggere la fame: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
  3. Salute e benessere: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
  4. Istruzione di qualità: Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
  5. Parità di genere: Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze
  6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
  7. Energia pulita e accessibile: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
  8. Lavoro dignitoso e crescita economica: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
  9. Imprese, innovazione e infrastrutture: Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
  10. Ridurre le disuguaglianze: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra Nazioni
  11. Città e comunità sostenibili: Rendere la città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
  12. Consumo e produzioni responsabili: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
  13. Lotta contro il cambiamento climatico: Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze
  14. Vita sott’acqua: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
  15. Vita sulla terra: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica
  16. Pace, giustizia e istituzioni forti: Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, rendere disponibile l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli
  17. Partnership per gli obiettivi: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Un’Italia a più velocità

A che punto è il nostro paese nel raggiungimento dei target ONU?

La pandemia da coronavirus ha rallentato la corsa verso il raggiungimento dei traguardi previsti dall’Agenda 2030, nonostante un inizio abbastanza promettente, a causa delle misure restrittive imposte per fronteggiare il contagio che hanno rallentato la crescita.

Lo testimoniano i dati, in particolare il Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) che viene redatto ogni anno per monitorare l’attuazione dell’Agenda 2030 e dare indicazioni rispetto a possibili miglioramenti attuabili da parte degli Stati. Infatti, rispetto al 2019 in Italia scende al 42,5% la quota di misure in miglioramento. E invece al 37% quella delle misure in peggioramento.

Risulta fondamentale una declinazione territoriale su base regionale di questi dati al fine di individuare le aree nelle quali occorre intensificare l’azione.

Il Nord-est è infatti nettamente più avanti rispetto al Sud e alle Isole. Nel dettaglio, nelle Province Autonome di Bolzano e Trento si trovano nel quinto quintile, quello che raduna i risultati migliori, con più del 40% degli indicatori. Stessa situazione anche per la Valle d’Aosta (40,6%). La Lombardia può vantare il 25,2% nel quinto quintile, la Liguria il 13,5% e il Piemonte il 12,9%. Al Centro troviamo il Lazio con la maggior parte degli indicatori presenti nel secondo quintile (32,7%), mentre Marche, Toscana e Umbria hanno più indicatori nel terzo e nel quarto. Al Sud la situazione è la peggiore, con una prevalenza di indicatori ancora fermi al primo quintile. Maglia nera a Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente 56,8%, 54,1% e 49,3%).

PNRR e Agenda 2030

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e cioè il piano varato dall’Italia per rilanciare l’economia dopo la pandemia di Covid-19, presenta sei missioni riconducibili agli obiettivi dell’Agenda 2030. Secondo il rapporto Istat, sarebbero 297 le misure statistiche degli SDG’s, riferite a 100 indicatori Onu, che si possono collegare alle sei missioni del Pnrr.

Le missioni sono:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura (40,73 miliardi di euro)
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica (59,33 miliardi di euro)
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,13 miliardi di euro)
  4. Istruzione e ricerca (30,88 miliardi di euro)
  5. Inclusione e coesione (19,81 miliardi di euro)
  6. Salute (15,63 miliardi di euro)

Nel dettaglio: il 9,4% alla missione 1 sulla digitalizzazione, il 37,1% alla missione 2 sulla transizione ecologica, il 5,4% alla missione 3 sulle infrastrutture sostenibili, il 13,8% alla missione 4 sull’istruzione e la ricerca, il 21,2% alla missione 5 sulla coesione e inclusione e il 13,1% alla missione 6 sulla salute.

Un bilancio degli SDGs raggiunti a livello globale

A che punto sono i diversi paesi del mondo nel raggiungimento dei target ONU? M&G Investments, tra le società di asset management leader a livello internazionale, ha presentato i risultati del suo ultimo rapporto “The SDG Reckoning” secondo cui ben 11 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite potrebbero non essere raggiuti entro il traguardo del 2030.

Nella seconda edizione del rapporto, i 17 goals sotto la lente di M&G sono considerati sia da un punto di vista generale, che in base alla loro relazione con gli investimenti a impatto. In particolare, i progressi realizzati sono valutati in una scala da 1 a 10 per stabilire se il mondo ha cominciato a mantenere le promesse di una ripresa sostenibile in seguito alla pandemia da Covid-19. Rispetto alla prima classifica stilata lo scorso anno, il rapporto non si limita a evidenziare gli obiettivi che necessitano di investimenti più urgenti, ma suggerisce anche la forma che questi finanziamenti potrebbero assumere con il supporto di una gestione attiva.

Cinque le principali conclusioni:

1.    Il punteggio medio di avanzamento dei 17 Obiettivi per il 2020 è pari a 4,1 su 10, invariato rispetto al 2019, con 9 SDG rimasti praticamente fermi dallo scorso anno.

2.    Quattro obiettivi, di cui tre sociali, registrano un peggioramento significativo: SDG 1 (Sconfiggere la povertà), SDG 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) e SDG 10 (Ridurre le disuguaglianze).

3.    Quattro obiettivi rilevano un miglioramento: SDG 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari), SDG 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture), SDG 11 (Città e comunità sostenibili) e SDG 13 (Lotta contro il cambiamento climatico).

4.    Malgrado un’evoluzione marginale, l’SDG 13 (Lotta contro il cambiamento climatico) ottiene un punteggio di appena 3 su 10 sulla scala che misura il progresso degli obiettivi di M&G. Eventi rilevanti, come le discussioni sul clima di COP26 in programma il prossimo novembre, costituiscono un test cruciale per misurare l’efficacia delle partnership per lo sviluppo sostenibile.

5.    La corsa verso il traguardo degli SDG 14 (La vita sott’acqua) e 15 (La vita sulla terra) – due obiettivi strettamente legati alla lotta contro la perdita di biodiversità – evidenzia un ritardo allarmante. Alla vigilia del vertice COP15 sulla biodiversità, i policymaker devono adottare un approccio iterativo per fissare traguardi di breve termine ambiziosi e al tempo stesso realizzabili.

In definitiva seppur gli obiettivi dell’Agenda 2030 rappresentino una soluzione ai principali problemi globali, la loro realizzazione è molto difficoltosa, soprattutto rispettandone le tempistiche. Il 2030 si avvicina e la battuta di arresto della pandemia da coronavirus ha rallentato notevolmente la loro realizzazione in tutti i paesi.

Per approfondire:

Cover image credit: The Met

Vittoria Mineo



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