Yolo Economy: le dimissioni diventano trend

Home / Blog / Work / Yolo Economy: le dimissioni diventano trend12 Maggio 2022Yolo Economy: le dimissioni diventano trend

You only live once”, questo è il significato dell’acronimo YOLO, termine diventato popolare su Internet nel 2011, grazie alla canzone The Motto, del rapper Drake. In breve vuol dire che bisogna correre dei rischi, vivere la vita a pieno. Ma come mai ora ne stiamo parlando in ambito economico? La Yolo Economy sembra aver creato il trend delle dimissioni.

Di cosa stiamo parlando?

Yolo Economy è un movimento nato negli Stati Uniti, che si è diffuso oltreoceano, soprattutto tra i Millennials e la Gen Z. Come reazione all’epidemia di COVID-19, molte persone hanno deciso di cambiare la propria vita, lasciando lavori stabili per iniziare percorsi più precari, ma più in linea con i loro interessi. Questa tendenza non è nata nelle prime fasi dell’emergenza sanitaria, è stata incoraggiata dalla campagna di vaccinazione e dalla ripresa del mercato del lavoro. Chi è riuscito a fare economia a causa del lockdown e della ridotta possibilità di uscire di casa, ha investito i propri risparmi e si è assunto dei rischi. Il rapporto annuale di Microsoft del 2020 ha evidenziato il fatto che il 40% dei lavoratori globali abbia considerato di lasciare il proprio lavoro. Una percentuale ancora maggiore prevedeva di trasferirsi per sfruttare lo smart-working.

Ovviamente non per tutti queste possibilità sono a portata di mano, la pandemia ha colpito duramente moltissime aziende e famiglie, che non si sono ancora riprese. Ma è innegabile che le difficoltà abbiano innescato in alcuni di noi dei processi irreversibili.

Grandi Dimissioni

A partire dall’aprile 2021, in America sono state consegnate moltissime dimissioni, soprattutto da lavori “poco qualificati”. Secondo alcune fonti, il numero non sarebbe problematico come appare dai titoli di giornale. Ciò non toglie però che l’hashtag #GreatResignation sia stato in trend su Twitter per diverso tempo.

Il minimo comun denominatore delle numerose dimissioni sarebbero le condizioni di lavoro sfavorevoli. In particolare vengono richiesti aumenti di salari e orari di lavoro garantiti. Il burnt out ha inciso molto in questa situazione: non si tratta di spavalderia, le persone che si licenziano non erano felici del loro lavoro.

In altri casi invece, alcuni lavoratori hanno deciso di provare a realizzare il sogno di creare il proprio business. Per quanto riguarda le nuove generazioni, l’attenzione principale va verso i lavori stimolanti e soddisfacenti.

Una tendenza globale

Sappiamo che il termine viene dall’America, dove questo movimento ha avuto origine, ma fino a dove è arrivata la Yolo Economy?

Sicuramente fino in Canada, dove un report di LifeWorks spiega che il 24 per cento degli abitanti della nazione ha avuto ripensamenti sul proprio futuro professionale, in seguito alla pandemia. Lo stesso vale per l’Australia, dove il Covid-19 ha cambiato le priorità di molti lavoratori. Solo metà di loro si è dichiarata felice del proprio lavoro. Questa tendenza è prevalente nei più giovani – in Australia e nel mondo. Una delle possibili spiegazioni è che siano proprio loro ad aver subito maggiormente l’impatto della pandemia sul mercato del lavoro. La risposta è stata l’imprenditorialità, ma non solo nel senso di aprire un proprio small business (cosa già comune in Australia). Le caratteristiche di un imprenditore sono state sollecitate anche dalle aziende verso i propri dipendenti, che si sono sentiti supportati e incoraggiati nel loro percorso.

Anche in Cina esiste un movimento simile – tang ping – che si basa sull’abbandono della ricerca di ricchezza e potere. Molti lavori d’ufficio infatti pongono molte pressioni ed obbligano ad un orario di lavoro difficile da sostenere, e i giovani si stanno ribellando. La corsa al successo cinese stava andando a coincidere con il sistema del superlavoro: turni 9-21, per sei giorni a settimana. Questo orario lavorativo porta rendimenti sempre minori, ed è stato dichiarato illegale solo nell’Agosto 2021.

Nuove skills

Per cogliere le nuove opportunità sul mondo del lavoro, è importante aggiornare le proprie competenze. Ci sono settori in cui la ricerca di professionisti è attiva più che mai, come l’ambito IT, ospedaliero, logistico. Per risultate candidati competitivi bisogna andare incontro alle esigenze del mercato, e acquisire competenze tecnologiche e di comunicazione. Queste si rivelano indispensabili fin dal colloquio, se questo avviene da remoto, ma anche per gestire un team che lavora a distanza.

Capacità di adattamento e flessibilità saranno invece tra le soft skills da migliorare (se volete approfondire l’argomento, potete farlo qui).

Un diverso concetto di lavoro

Le aziende di tutto il mondo dovranno interfacciarsi con un diverso concetto di lavoro. L’impostazione classica della giornata in ufficio non è più adatta – da molto tempo ormai, ma questo è un altro discorso. I punti cardine della Yolo Economy sono: orari flessibili, luoghi di lavoro meno tradizionali, attenzione alle attitudini personali, autonomia decisionale.

È improbabile che il lavoro torni ad essere interamente in presenza, anche perché un buon numero di impiegati ha cambiato residenza negli ultimi due anni. Per quanto riguarda l’Italia, il Rapporto Italiani nel Mondo 2021, redatto dalla Fondazione Migrantes, riporta che l’Italia all’estero aumenta sempre di più. Questo non è da imputare solamente al COVID, ma in gran parte alla situazione lavorativa italiana, critica ormai da anni.

Senza andare troppo lontano, molti giovani hanno scelto le zone rurali al posto della città, più inquinata e frenetica. Tutto questo mostra una ricerca del benessere anche sul posto di lavoro, non solo al di fuori di esso – o per riprendersi da esso.

Per approfondire:

cover image credit: Smithsonian (Accession number: )

Chiara Giulia Stoppa



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