LO STATO DEI MATERIALI EDILI SOSTENIBILI

Home / Blog / Design / LO STATO DEI MATERIALI EDILI SOSTENIBILI21 Maggio 2021LO STATO DEI MATERIALI EDILI SOSTENIBILI

Il rapporto tra l’uomo e la natura non si è sviluppato in maniera equilibrata. Sebbene gli esseri umani facciano parte della natura, sembra che abbiano la tendenza a prenderne le distanze e a fornirle solo una minima considerazione. Come esseri umani, abbiamo sempre trovato un modo per usare la natura a nostro vantaggio, ma adesso l’umanità sta affrontando una crisi ambientale senza precedenti e deve trovare nuove abitudini per vivere in modo più armonioso con la natura.

Una di queste nuove pratiche, estremamente interessante, riguarda i materiali edili sostenibili. Naturalmente, quando si pensa a questo tipo di materiali, i primi a venire alla mente sono il legno o il bambù, dato che sono stati utilizzati così a lungo nei secoli precedenti. Tuttavia, il legno è considerato erroneamente un materiale sostenibile, per il semplice fatto che gli alberi possono essere facilmente ripiantati. Ma non si tiene in considerazione il fatto che gli alberi  hanno bisogno di molto tempo per crescere prima di ricominciare a produrre ossigeno. Infatti, secondo una ricerca delle Nazioni Unite del 2016, il legno non è il materiale principale utilizzato per le costruzioni all’interno dell’UE e dato l’attuale tasso di crescita, soprattutto nelle città, si devono prendere in considerazione altri materiali con crescita più rapida. Attualmente, i materiali più diffusi sono il cemento (un componente del calcestruzzo), il calcestruzzo stesso e l’acciaio, che producono tutti rifiuti dannosi per l’ambiente.

La pubblicazione “Level(s)” della Commissione Europea sottolinea sei fattori chiave nella valutazione della sostenibilità di un edificio nel corso della sua vita: emissioni di gas serra, efficienza delle risorse, uso dell’acqua, salute e comfort, resilienza e adattamento, costo e valore. Inoltre, introducendo l’uso di una terminologia comune in materia di sostenibilità, la CE spera di respingere alcune delle critiche relative alla bioedilizia (che verranno menzionate più avanti).

Panoramica dei materiali

Ferrock”, scoperto per caso come la penicillina e il chinino, è un’alternativa al cemento che sembra essere promettente, almeno a breve termine. Viene prodotto utilizzando polvere di acciaio e silice, entrambi considerati prodotti di scarto, e roccia ferrosa. Come il calcestruzzo tradizionale, rilascia anidride carbonica durante la produzione, ma a differenza del calcestruzzo, Ferrock assorbe effettivamente più anidride carbonica quando si indurisce rispetto a quella emessa, e più anidride carbonica assorbe, più forte diventa. Tuttavia, l’aspetto più affascinante di questo materiale è che, se esposto ad ambienti di acqua salata (come la costa mediterranea), non si deteriora, ma anzi diventa più resistente. Poiche è composto principalmente da materiali di scarto, Ferrock, se venisse ampiamente utilizzato, potrebbe far cresce a livello economico il prezzo degli stessi materiali di scarto al punto che il materiale diventerebbe insostenibile a livello economico. Questo rappresenta il limite maggiore di questo tipo di materiali. Ad oggi non sono molte le strutture realizzate con questo materiale. Sia la PBS che un articolo su Linkedin hanno descritto l’impegno con cui David Stone (il creatore di Ferrock) ha costruito una serra che spera possa finalmente entrare in uso commerciale.

Ferrock greenhouse

La serra come vista da lato sud.

(image credit: PBS)

Un ulteriore problema per le aree urbane è quello che viene chiamato l’effetto “isola di calore” in cui la temperatura è superiore alle aree periferiche a causa dei tipi di infrastrutture che assorbono e poi riemettono il calore del sole.

Un’altra delle “crete” interessanti è composta con l’erba (grass), che come altre piante, lavora per assorbire anidride carbonica e produrre ossigeno. Il nome appropriato “grasscrete” fornisce una superficie modellata stabile attraverso la quale la pioggia può facilmente passare, mentre allo stesso tempo riduce l’effetto di isola di calore. Questo materiale di per sé potrebbe non essere adatto per la costruzione verticale, ma fornisce un’alternativa più sostenibile per marciapiedi, tram e parchi.

Esistono anche altre “crete”, ciascuna contenente prodotti diversi. Hempcrete (canapa), Timbercrete (segatura), Ashcrete (cenere volante, un sottoprodotto della combustione del carbone): ognuno cerca di utilizzare i materiali avanzati in un modo nuovo, sebbene persistono ancora vantaggi e svantaggi distintivi. Mentre questi materiali si stanno muovendo nella giusta direzione cercando di sostituire il cemento tradizionale, esiste un materiale veramente innovativo che è attualmente oggetto di diversi studi.

Il mycelium è un materiale futuristico fatto interamente di funghi. Mycelia è la parte del fungo che si estende sottoterra in una vasta rete di fili minuscoli ma resistenti. Quanto è promettente questo materiale? Basta dire che la NASA sta studiando la possibilità di costruire edifici, e tra le altre cose anche mobili, su Marte. Sebbene, almeno per il momento, non siano particolarmente attraenti esteticamente, rappresentano una valida alternativa in rapida crescita: sono altamente resistenti al fuoco, all’acqua e alle muffe, oltre ad essere completamente biodegradabili e non tossici. A partire dal 2019 fino alla fine di novembre 2022, il progetto FUNGAR, finanziato dall’UE, “si propone di sviluppare un substrato strutturale che utilizzi micelio fungino vivo, infuso con nanoparticelle e polimeri. Questo substrato strutturale sarà in grado di creare edifici che cresceranno da soli, si costruiranno e ripareranno da soli, adattandosi al tempo stesso all’ambiente. A tal fine, il progetto ha raccolto un team di architetti, designer, informatici, biofisici, micologi ed esperti di tecnologie basate sul micelio.” In sostanza, il substrato è tutto quella sorte ci complesso di radici, che crescono sottoterra e che sono la parte fondamentale per la costruzione. L’obiettivo del progetto FUNGAR sarà quello di sviluppare la maggiore quantità possibile di questo substrato per cominciare a costruire edifici e non solo.

Il principale, e forse l’unico, svantaggio di questo materiale è che per ora manca di una resistenza alla compressione significativa rispetto ad altri materiali. Il potenziale del micelio è chiaro, come dimostra l’Hy-Fi, una torre circolare costruita con steli di mais e micelio che è stata commissionata dal MoMA ed è in mostra nel Queens, a New York.

Criticare la sostenibilità

Uno dei problemi attuali, ovviamente, poiché molti di questi materiali sono ancora nuovi, è la mancanza di linee guida chiare e standard. Il termine “greenwashing”, coniato nel 1986, denota un tipo di pubbliche relazioni in cui le aziende cercano di convincere in modo ingannevole il pubblico che i loro prodotti sono rispettosi dell’ambiente. Un articolo intitolato “Toward a Rational Framework for Sustainable Building Materials Standards”, pubblicato sulla rivista Standards Engineering, propone una serie di raccomandazioni per porre rimedio a questo problema. Tra queste, vi è la necessità di sviluppare una nomenclatura uniforme per tutti gli aspetti dei materiali e una metodologia coerente per misurare le caratteristiche della sostenibilità dei materiali. Inutile dire che questi metodi e nomi dovrebbero essere facilmente comprensibili e accessibili a tutte le parti coinvolte, attraverso un’etichettatura chiara (come nel caso di tutti i prodotti alimentari) e la creazione di una banca dati pubblica. Il documento Level(s) creato dalla CE, menzionato all’inizio, spera di creare il quadro con cui confutare alcune di queste critiche.

Uno sguardo in avanti

Tutti questi materiali più recenti riescono a tenere a mente gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che includono:

  • Costruire infrastrutture resilienti, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e promuovere l’innovazione.
  • Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili.
  • Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili.

La ricerca su questi materiali che hanno il minimo requisito di essere carbon neutral, è solo l’inizio. È chiaro che questo è un passaggio necessario dato che gli standard attuali non aiutano a risolvere il problema, anzi aggravano la situazione attuale.  Secondo un articolo del Guardian, l’impiego minore del calcestruzzo, che contribuisce tra il 4% e l’8% alle emissioni globali di carbonio (dopo carbone, petrolio e gas) risolve solo una parte del problema. Mentre il legno potrebbe essere una risorsa abbondante, facilmente accessibile e tecnicamente sostenibile, forse è meglio lasciare stare gli alberi.

Un’altra possibilità è la rigenerazione urbana. Poiché molte città hanno già un’abbondanza di strutture esistenti, ma trascurate, non ci sarebbe bisogno di costruire nuovi edifici, ma piuttosto di rigenerarli, cioè ristrutturare edifici e quartieri per migliorare il tenore di vita. È una sorta di approccio dal basso che si differenzia dalla gentrificazione in quanto, piuttosto che sostituire le persone che vivono in un’area, cerca di costruire sfruttando le infrastrutture già esistenti per migliorare la vita delle persone. Durante questo processo, è possibile incorporare nuovi materiali e strategie per migliorare la qualità dell’aria, il clima, la luce del giorno e così via. Tutti quei fattori che tendono ad aumentare la qualità della vita dei residenti.

L’obiettivo dell’edilizia sostenibile è di ridurre la pressione ambientale per tutta la vita della struttura che è generalmente dovuta al processo di costruzione e allo stile di vita delle persone che la abitano. Come si considerano gli umani: dominatori della terra o dei suoi curatori? Promuovere materiali sostenibili significa migliorare l’interrelazione dell’umanità con la natura, creando il minor danno possibile e consentendo alle generazioni future la possibilità di prosperare. Queste nuove tecnologie di costruzione, unite all’energia solare ed eolica, agli spazi verdi e agli edifici (come il Bosco Verticale di Milano) consentiranno agli esseri umani di riconnettersi, almeno in parte, con la natura.

Per approfondire

cover image credit: The Met (Object: 52081 / Accession: 11.8.4)



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