Registro elettronico, dieci anni di sperimentazione

Home / Blog / Edu / Registro elettronico, dieci anni di sperimentazione11 Agosto 2021Registro elettronico, dieci anni di sperimentazione

Cos’è il registro elettronico?

Dalla registrazione delle presenze degli studenti, alla programmazione delle verifiche, alle pagelle in formato elettronico. Il registro elettronico è lo strumento digitale attraverso il quale ogni scuola può pianificare e gestire l’attività didattica e amministrativa. Ma è anche molto di più. Consultabile online dalle famiglie attraverso le credenziali di accesso fornite dagli istituti scolastici, è l’interfaccia primaria della comunicazione tra la scuola, la famiglia e gli studenti. Questi possono informarsi, condividere e partecipare in tempo reale alla vita scolastica. In questo articolo analizziamo i pro e i contro dello strumento che ha aperto la scuola al mondo digitale.

Approdato nelle scuole con la legge n.95 del 2012, secondo la ricerca dell’Osservatorio Scuola Digitale, già nel 2019 il registro elettronico era diffuso nel 90% delle scuole italiane di ogni ordine e grado. La mancata approvazione del decreto di regolamentazione del processo di dematerializzazione e la conseguente digitalizzazione delle procedure amministrative, ha tuttavia impedito il suo utilizzo esclusivo. Ne consegue che venga mantenuta facoltativa l’adozione del registro elettronico, che resta tuttora una scelta autonoma dei collegi docenti.

RE: i vantaggi

L’adozione facoltativa del registro elettronico a partire dall’anno scolastico 2012-2013 è stata indubbiamente una vera e propria rivoluzione. Innanzitutto, ha semplificato e velocizzato la comunicazione scuola–famiglia, rendendo i genitori partecipi dell’andamento scolastico dei figli. E’ divenuta più pratica la trasmissione di informazioni tra lo studente e il professore.

Questo consente inoltre la possibilità di commisurare il volume dei compiti assegnati alle classi in accordo tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo, controllabile anche dalle famiglie.

Tra i vantaggi emerge sicuramente il risparmio di tempo, il registro elettronico avverte il docente dei compiti che deve assolvere alla prima ora. Tra questi, la registrazione delle giustifiche delle assenze e dei ritardi e le interrogazioni programmate. Evitando quindi dimenticanze e risparmiando il tempo perso nella ricerca delle informazioni nelle pagine del registro cartaceo dei giorni precedenti. Inoltre, il beneficio in termini di sostenibilità, economica ed ecologica, è innegabile.

RE: gli svantaggi

Se da un lato ottimizza la comunicazione scuola-famiglia, tuttavia, dall’altro deresponsabilizza gli alunni. Ne risulta che questi siano sotto il controllo costante della scuola e della famiglia, che è a conoscenza di ogni assenza, entrata in ritardo, voto di profitto. Il rapporto dello studente con la scuola diviene di fatto triangolare, gravando sull’emancipazione dei ragazzi. Proprio per queste ragioni, non sono mancati episodi di manomissione del registro elettronico da parte degli studenti, spesso più avvezzi agli strumenti tecnologici, sia dei genitori che degli insegnanti. In un liceo di Grosseto nel febbraio 2012, una decina di studenti è stata accusata di abuso di sistemi di tipo informatico, falsificazione dei dati di documenti pubblici e danneggiamento di banche dati.

A riguardo, è fondamentale sottolineare una problematica diffusa, l’introduzione del nuovo strumento non è stata accompagnata da corsi di formazione necessari a suo un efficace utilizzo. Non è stato quindi consentito ai professori e al personale scolastico, impreparati e spesso inadeguati all’utilizzo delle nuove tecnologie, di stare al passo con gli studenti sfruttando al meglio tutte le potenzialità offerte dal mezzo. Le famiglie stesse spesso non hanno competenze digitali e faticano a servirsi di strumenti anche intuitivi come il registro elettronico, restando di fatto tagliate fuori dalle innovazioni digitali nella scuola.

In merito all’ottimizzazione dei tempi, va sottolineato che la mancata obbligatorietà del registro elettronico ha di fatto allungato, e non ridotto, i tempi e il carico di lavoro nelle scuole. Poichè ha costretto gli istituti che lo hanno attivato a mantenere tuttora in vita una gestione a doppio binario: cartacea e digitale. I docenti hanno l’obbligo di compilare entrambi i registri delle presenze e la documentazione cartacea e digitale di valutazione degli allievi. Questo ha oltretutto aggravato il carico burocratico dell’attività di back office delle segreterie scolastiche. Le segreterie, infatti, sono tenute a verificare la coerenza delle informazioni contenute nei modelli cartacei formalmente validi, con quelle contenute nella banca dati del registro elettronico e correggere eventuali discordanze. Inevitabilmente, anche in questo caso, il lavoro si complica.

L’impatto sui processi valutativi

Analizzati i pro e i contro del registro elettronico quale strumento gestionale, è importante valutare l’impatto dello strumento sui processi di valutazione.

1. La rigidità

Innanzitutto, caratteristica peculiare del registro elettronico è la sua rigidità. Risulta infatti impossibile per il singolo docente modificare la struttura delle pagine di dialogo, rendendo l’insegnante un semplice compilatore, un soggetto che inserisce dati rispettando i limiti imposti dal sistema. Il registro cartaceo permetteva invece l’utilizzo di simboli, lettere, forme grafiche che per ciascun professore assumevano significati propri. Consentiva l’annotazione di giudizi, di note personali, di intere frasi che potevano descrivere le specificità di un atto dello studente.

2. La valutazione aritmetica

Un secondo aspetto degno di nota è l’accentuazione del carattere numerico del voto. La valutazione diviene estremamente rigorosa, comunicata da numeri esattamente calcolati escludendo altri elementi essenziali del processo valutativo. Ad esempio, le interpretazioni, le prese di decisioni in funzione di obiettivi mirati, dei contesti sociali, dei mezzi a disposizione. In sede di giudizio di fine anno, risulterà difficile ripercorrere risultati specifici servendosi del nuovo registro che restituisce solamente una serie di numeri allineati in ordine cronologico. Una misurazione sicuramente puntuale ma non processuale. Il vecchio registro forniva invece appunti, annotazioni, che consentivano al docente di ripercorrere l’andamento scolastico dell’alunno. In questo modo era possibile prenderne in considerazione le diverse sfaccettature, portando l’insegnante ad avere una visione completa e non parziale della storia scolastica dello studente.

Sarà quindi inevitabile affidarsi alla sintesi preconfezionata della media matematica che propone una presunta obiettività di giudizio evidenziata dalle diverse colorazioni (verde se superiore al 6, rossa per quelle inferiori, anche se di un solo centesimo, come 5,99). Risulta quindi rischioso assegnare un voto finale inferiore alla media matematica, poiché passibile di ricorso amministrativo. Invece, la procedura inversa è accettata e praticata abitualmente da alcuni docenti, consapevoli che una visione globale dei progressi, degli atteggiamenti e dei traguardi dell’alunno possa superare la mera somma delle singole performance.

3. Il rapporto studente-docente

Infine, uno degli obiettivi del registro online, come accennato in precedenza, è quello di agevolare il rapporto tra scuola e famiglie. In realtà sembra complicare la dimensione educativa di classe e inficiare sul rapporto duale e reciprocamente fiduciario tra alunno e docente che si stabilisce nel processo di insegnamento e apprendimento. Il genitore si inserisce in questo rapporto solamente nel momento dell’assegnazione della valutazione ma non essendo stato partecipe del processo valutativo e di fatto può leggerlo solo alla luce di un numero.

Bilancio finale

Riconoscendo l’indubbio ruolo rivoluzionario che ha avuto l’introduzione del registro elettronico, dalla comodità al rispetto dell’ambiente, è bene considerare che gli attori che dovranno farsi carico del cambiamento sono differenti.

Tra questi attori, le società di sviluppo software avranno un ruolo centrale nell’intervento diretto e tecnico sulla versatilità e sulla logica del registro, causa la natura informatica dello strumento. Di conseguenza, è necessario prevedere un canale di dialogo tra gli attori del mondo della scuola (docenti, personale amministrativo, famiglie e studenti) e i progettisti dello strumento digitale. Analizzando preventivamente e in profondità le procedure di comunicazione interna ed esterna della scuola con la partecipazione attiva dei protagonisti. Affinchè il registro non resti un oggetto tecnico ma si inserisca e si allinei in un contesto di apprendimento, offrendo anche nuove prospettive oggi inesplorate dal punto di vista didattico.

E’ inoltre importante che questo preveda un approccio orientato che promuova i processi cognitivi e contenga gli spazi di libertà necessari. Questo passaggio risulta fondamentale affinchè gli utilizzatori possano intendere una valutazione non solo nel quadro di una presunta razionalità tecnica, ma anche in una dimensione etica e sociale. Lo strumento dovrebbe andare oltre l’idea del semplice registro ed implementare invece funzioni eterogenee e flessibili. Inoltre, il rapporto con le famiglie ne dovrebbe uscire approfondito e non limitato. Superare la convinzione che il fatto di consultare regolarmente il profilo ed essere a conoscenza dei voti sia sufficiente per i genitori e possa sostituire il contatto ed il colloquio diretto con i docenti, l’incontro e la costruzione di un rapporto di fiducia sono i fondamenti di ogni patto educativo.

Infine, superare il gap del digital divide resta un tassello prioritario, al fine di ricomprendere tutti in questa rivoluzione dell’educazione.

 

Per approfondire

cover image credit: The Met (Accession: 10.211.2379)

Vittoria Mineo



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