Instructional Design: progettare la formazione

Home / Blog / Edu / Instructional Design: progettare la formazione10 Febbraio 2021Instructional Design: progettare la formazione

L’instructional design (ID) è la scienza che si occupa della progettazione di percorsi formativi multimediali che portano lo studente ad acquisire conoscenze e a raggiungere gli obiettivi disciplinari preposti, attraverso la costruzione di un’esperienza di apprendimento il cui ruolo principale spetta al discente. Il processo di definizione dei metodi e delle tempistiche delle procedure didattiche è guidato dalla figura dell’instructional designer, il cui lavoro ha il fine ultimo di trasmettere il significato dei contenuti, mettere in evidenza le informazioni importanti e aumentare l’efficacia dell’apprendimento. Per ottenere questo risultato la tecnologia offre diversi strumenti con cui integrare il percorso didattico progettato, come video, simulazioni, infografiche e interazioni che permettono di giocare con diverse risorse e inserire all’interno del percorso quelle che meglio si adattano, tenendo conto del profilo degli studenti che beneficiano del progetto e delle condizioni dell’ ambiente di apprendimento, ovvero il contesto predisposto dall’insegnante.

L’attenzione al contesto e al livello delle conoscenze di partenza del pubblico destinatario è fondamentale nella progettazione della formazione, in quanto gli alunni non devono sentirsi sopraffatti dall’esperienza formativa ma diventarne i protagonisti.

Tra i maggiori esponenti dell’Instructional Design si trova Robert Mills Gagnè (1916-2002), pedagogista che ha insegnato nell’Università di Berkeley, Yale e Tallahassee. La teoria dell’istruzione proposta da Gagnè mette in relazione gli stimoli esterni dell’istruzione (che funzionano come supporto e potenziamento di un processo interno) con la qualità dei risultati  di apprendimento ottenuti grazie al progetto educativo: l’assimilazione di nuovi concetti avviene quando una sollecitazione “colpisce il soggetto in modo tale che c’è un cambiamento nella sua performance da prima che la situazione si verifichi a dopo. Questo cambiamento della performance fa concludere che l’apprendimento è avvenuto” (Gagnè,1965).

Partendo da una situazione di stimolo, la didattica deve essere organizzata con gradualità in modo tale che l’alunno acquisisca prima le capacità di ordine inferiore e, poggiandosi su esse, possa gradualmente passare a quelle di ordine superiore, di una maggiore complessità.

Vengono individuati 9 eventi all’interno del suo modello perché l’esperienza educativa vada a buon fine: dopo aver catturato l’attenzione dei discenti, è importante esplicitare loro gli obiettivi del corso che stanno per intraprendere. Prima di presentare i contenuti e i compiti da svolgere, è opportuno ricordare le conoscenze e capacità pregresse in una fase di ripasso. Il docente deve fare da guida all’apprendimento e sollecitare durante il processo l’applicazione di ciò che si sta imparando attraverso alcune simulazioni, fornire feedback e valutare la performance del singolo allievo; infine per provvedere al transfer delle conoscenze è utile concludere con la proposizione di esempi per mostrare l’immediata spendibilità delle capacità acquisite.

Attraverso questo modello Gagnè definisce i momenti dell’istruzione, ripensando l’apprendimento in un’ottica progettuale declinabile nell’attività formativa in e-learning in quanto questo strumento automatizzato può facilmente replicare il modello, che si basa su una serie di tappe incentrate sulle connessioni stimolo-risposta .

Il modello ADDIE nella progettazione di percorsi e-learning

Con la diffusione di internet nascono i primi dispositivi di e-learning e l’instructional designer comincia ad avere a disposizione molti più strumenti per progettare formazione attraverso percorsi pratici (ad esempio attraverso l’uso della realtà virtuale o l’inserimento di scenari con gamification). Il progettista diventa esperto nella gestione di questi dispositivi come possibili mezzi di cui avvalersi per integrare la didattica tradizionale mantenendo come punti cardine l’interattività, cioè la possibilità dello studente di partecipare attivamente nel percorso, e la modularità dell’organizzazione dei contenuti.

I modelli per la progettazione della didattica sono diversi ma il più famoso e diffuso per l’e-learning è ADDIE, nato nel 1975 dagli studi di L.J. Briggs e R.K. Branson. Il nome deriva dall’acronimo di Analysis, Design, Development, Implementation ed Evaluation (le 5 fasi consecutive che costituiscono il modello) e si basa sulla costruzione di un percorso lineare che permette di pianificare, sviluppare e gestire un processo formativo grazie ai feedback. Nello specifico, le fasi del modello sono:

·       Analisi: nella prima fase avviene una analisi dei bisogni formativi e degli obiettivi che si vogliono raggiungere; è necessario analizzare il contesto di apprendimento, i mezzi a disposizione, il profilo e il livello degli studenti che dovranno poi prendere parte all’evento didattico, i prerequisiti necessari. Si stabiliscono i vincoli in termini di tempo e risorse. Tutti le informazioni tratte dalla prima fase servono da input per quella seguente.

·       Progettazione: in questa fase si definiscono i contenuti del percorso e comincia una ideazione della sua struttura. Viene definita la strategia didattica e i media più adatti per una buona performance degli studenti; sempre in questa fase vengono pianificate le lezioni, i task che portano alla realizzazione del compito, le principali milestone e definite le modalità di valutazione.

·       Sviluppo: sulla base di ciò che è emerso dalle prime due fasi si realizzano e assemblano i materiali e i contenuti didattici del corso utilizzando testi, videolezioni, audio, creando una versione di prova del corso; è necessario poi effettuare dei controlli per evitare nel successivo step problemi tecnici o di coerenza dei contenuti e per verificarne l’usabilità e il funzionamento.

·       Erogazione: il corso viene effettivamente presentato al pubblico (gli studenti); in questo momento del progetto didattico, è molto importante una buona presentazione del corso, l’elenco delle attività previste e le linee guida per la valutazione, per fornire il supporto necessario e accompagnare gli studenti nell’esperienza.

·       Valutazione: fase ultima del modello ADDIE, prevede la valutazione del percorso attraverso la somministrazione di test che valutino gli effettivi progressi dei discenti, per questo motivo può essere utile compararli con i risultati di verifiche precedenti alla partecipazione al progetto didattico. In questa fase è possibile non solo verificare il raggiungimento degli obiettivi formativi preposti, ma anche raccogliere i feedback riguardo all’adeguatezza del corso per correggere e migliorare le successive edizioni. La fase di valutazione non deve essere necessariamente collocata come ultima in ordine cronologico, ma può consistere in una serie di prove a seguito di ogni task o di ogni modulo concluso, così da raccogliere informazioni in modo in itinere e avere la possibilità di migliorare e adeguare anche in corso d’opera il percorso.

 

L’applicazione dell’ID nelle attività formative

L’e-learning e il digitale sono entrati a far parte del nostro quotidiano, ma il passaggio non è privo di complicazioni. Il modo di fare scuola sta cambiando repentinamente e ai docenti sono richieste sempre più abilità, per cui è necessario un continuo aggiornamento; le possibilità offerte dalla diffusione di nuovi strumenti, come avvenuto con la sostituzione delle aule reali con quelle virtuali o della lavagna tradizionale con la LIM, richiedono un ripensamento della didattica e una capacità progettuale da parte di chi riveste il ruolo di guida nel percorso di formazione.

Se la qualità dei contenuti non deve cambiare, devono però cambiare le modalità di trasmissione: come sostiene Francesco Leonetti, esperto di e-learning, il digitale non è solo uno strumento ma un metodo, per cui è necessario saper implementare le tecnologie nella didattica. Utilizzare un ebook esattamente come si usa un libro di testo (senza ad esempio sfruttare la possibilità di geolocalizzazione) ha un risultato limitante; allo stesso modo usare la LIM come un foglio bianco (quindi in maniera simile ad una lavagna tradizionale) è solo una delle molteplici possibilità che mette a disposizione questo strumento: permette di visualizzare file su cui prendere liberamente appunti, aprire pagine web su cui sovrascrivere oppure utilizzare app per la didattica come timer, lettori multimediali o registrazione dello schermo.

Per questo motivo in tempo di pandemia, quando DAD e FAD sono diventate necessarie, sono stati pensati numerosi webinar approvati anche dal Miur con oggetto l’aggiornamento degli insegnanti e la guida all’uso dei nuovi mezzi. Il cambiamento che si richiede alla scuola, una nuova progettazione della formazione, è sicuramente ricco di sfide ma inevitabile. Un esempio di diversa modalità di progettazione è la didattica per scenari, la quale propone esperienze di apprendimento innovative che combinano il raggiungimento degli obiettivi formativi con le nuove possibilità tecnologiche.

Questo esperimento, intrapreso da alcune scuole come il Liceo Scientifico Mons. B. Mangino, prevede percorsi didattici in cui gli alunni sono chiamati a realizzare prodotti dell’apprendimento (blog, giochi didattici, video) con l’obiettivo di creare innovativi scenari di formazione che tengano conto dei processi di riforma in atto. Attraverso questa iniziativa gli alunni possono sviluppare anche competenze trasversali come la capacità di lavorare in gruppo, l’apprendimento autonomo, le competenze digitali e la creatività, grazie alla proposta di una metodologia didattica attiva.

 

Per approfondire:



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