Le immagini nell’editoria di oggi

Home / Blog / Work / Le immagini nell’editoria di oggi23 Dicembre 2021Le immagini nell’editoria di oggi

Le immagini hanno un forte potere evocativo, informativo, comunicativo. Fotografie, illustrazioni, disegni, dipinti, possono avere un impatto comunicativo tale da veicolare un concetto in maniera più efficace delle parole. Per sfruttare al meglio questa possibilità nell’editoria di oggi, è importante scegliere le immagini che circondano il testo senza dimenticare mai il messaggio che si vuole comunicare, utilizzando un linguaggio narrativo che valorizzi e arricchisca l’informazione.

Proprio per l’importanza che le immagini hanno come contenuti a sé stanti, o in relazione ad altri contenuti, esistono degli esperti che si occupano di scegliere le figure migliori. Attenzione e uniformità della produzione fotografica sono caratteristiche molto importanti per i giornali in quanto li rendono riconoscibili. Avere le giuste persone che veicolino l’identità iconografica permette di avere un prodotto più caratterizzato. Maggiore è la coscienza del ruolo che ha l’immagine come contenuto, maggiore sarà l’importanza che verrà riconosciuta a chi lavora in questo campo.

Il ricercatore iconografico ed il photo editor sono due profili lavorativi che si occupano della gestione delle immagini. Abbiamo parlato di queste figure professionali e del loro cambiamento avvenuto negli anni con Serena Prinza, ricercatrice iconografica e photo editor per Airone.

Molto spesso i due ruoli vengono affidati ad una persona singola. Questo anche a causa del periodo poco sereno che sta attraversando l’editoria italiana; così questo profilo personale si trova a svolgere mansioni molto varie, anche non attinenti al ruolo specifico. Nonostante queste difficoltà, i giornali che hanno un ricercatore iconografico risultano avere una marcia in più. Resta importante la presenza di una figura che sappia scegliere tra le tantissime immagini da codificare, e si orienti tra le banche dati. In questo modo è possibile usare le fotografie come un vero e proprio linguaggio narrativo. Per attirare l’attenzione del lettore si cerca di creare racconti per immagini.

Ricercatore iconografico

È la figura professionale che trova le immagini giuste per valorizzare un progetto. Solitamente conosce il funzionamento degli archivi, la classificazione del materiale, le regole del copyright. Per prendere ispirazione e cercare le immagini si frequentano blog, social network che puntano sulle immagini, siti di agenzie fotografiche, archivi. Non sempre nelle aziende italiane esiste una figura formata e dedita a questo preciso compito, è un impiego che trova spazio maggiormente nel mondo dell’editoria. I progetti riguardano le illustrazioni di libri, l’implementazione grafica di siti web o di articoli di giornale, le copertine di CD, le pubblicità cartacee, e molto altro.

“C’è più da scegliere a livello di immagini, ma proprio per questo sembra che lo possa fare chiunque. Invece se ci sono più immagini da codificare ci dovrebbe essere una figura che sappia scegliere.”

La richiesta per queste competenze sta crescendo, sono disponibili diversi corsi di aggiornamento online rivolti a fotografi, illustratori, grafici, social media manager che puntano a rendere più completo il loro profilo personale, aggiungendo anche le competenze per la gestione di contenuti iconografici.

Il ruolo di un ricercatore iconografico all’interno di una redazione giornalistica è quello di fare da anello di congiunzione tra redattore, giornalista che scrive l’articolo, grafico che si occupa dell’impaginazione.

Per dare la giusta visibilità e regolamentare questa figura professionale era nato GRIN Gruppo Redattori Iconografici Nazionale, un’organizzazione che si pone come punto di riferimento nel settore e che garantisce la tutela sindacale per questo profilo lavorativo. Prinza ne fa parte dal 2005, con ruoli di segreteria e tesoreria, e ci racconta che GRIN si è battuto con l’Ordine dei Giornalisti della Regione Lombardia, con l’obiettivo di riconoscere all’interno dei contratti dei giornalisti le figure professionali di photo editor e ricercatore iconografico.

I primi, storici photoeditor avevano un contratto da giornalista. Al giorno d’oggi invece questo accade molto meno, spesso si tratta di collaborazioni, quindi con un diverso inquadramento contrattuale.

Photo Editor

Si tratta di un professionista che crea la strategia fotografica tramite ricerca, selezione, modifica delle immagini. Inoltre deve creare e rispettare un calendario editoriale specifico per le sue mansioni. Questa figura trova impiego principalmente nei magazine, nell’editoria libraria, nel giornalismo.

I progetti a cui lavora coinvolgono anche editor, fotografi, giornalisti. Solitamente il lavoro viene svolto singolarmente da ogni figura, con un confronto finale.

L’ambito di competenza dell’editor riguarda allo stesso tempo il testo e le immagini, due linguaggi diversi che si devono completare a vicenda.

Fotogiornalismo in evoluzione

Per quanto riguarda il ruolo delle immagini nell’editoria di oggi, è importante riflettere anche sul fotogiornalismo. La fine del fotoreportage sembra essere stata decretata più volte negli ultimi anni.

In Italia in effetti sono poche le riviste ed i giornali che danno importanza alle fotografie e ne riconoscono una funzione informativa autonoma. Sul fotogiornalismo pesano la mancanza di budget e la competizione. La narrazione visiva è richiesta e consumata in tutto il mondo, ma i reportage fotografici sono stati messi da parte. L’overload di immagini rende difficile lo scatto di una fotografia iconica, unica. Nonostante questo, il potere evocativo delle immagini resta forte. La recente necessità che si è imposta è quella di trovare nuovi metodi per raccontare, con smartphone, realtà virtuale, esperienze online.

La fotografia giornalistica, dove esiste, è cambiata. Dove prima era fondamentale la tecnica, ora c’è bisogno di raccontare tante storie, con metodi diversi tra loro. È quasi impossibile che ci sia la figura del fotogiornalista in redazione, quindi può avere quel ruolo chi porta e realizza un’idea nuova. Le foto non nascono necessariamente per la stampa, ma anche per essere utilizzate sui social media.

La professione del photo reporter come la conosciamo forse non sta morendo, ma si sta trasformando.

Tanti cambiamenti

Il ruolo delle immagini nell’editoria di oggi è sicuramente cambiato rispetto al passato, viviamo in un mondo che produce molte più immagini, in cui tutti possono fotografare, in cui la condivisione sui social spinge a produrre ancora più immagini. Questo influisce molto sulla figura del ricercatore iconografico e del photo editor. Anche a inizio 2000 erano figure professionali difficili da inquadrare contrattualmente, ma col passare del tempo questi professionisti hanno subito un calo di prestigio a livello contrattuale.

“È cambiato molto il modo di fare giornalismo, e questo cambiamento è andato di pari passo con quello avvenuto nella gestione delle immagini. Anche in futuro probabilmente questi ambiti cambieranno in sinergia, trovando nuovi modi per pubblicare contenuti interessanti e che attirino l’attenzione del pubblico.”

(dall’intervista a Serena Prinza)

 

Per approfondire

 

cover image credit: Smithsonian (Accession number: 1962-50-15)

Chiara Giulia Stoppa



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